Area Marina Protetta del Plemmirio

Uno scenario tanto mitologico quanto reale da divenire il proscenio naturale per la realizzazione e l'istituzione dell'Area Marina Protetta del Plemmirio - Gli appassionati del mondo sommerso possono seguire un vero e proprio itinerario archeologico alla scoperta dei relitti delle navi inabissate - Il mare della Penisola Maddalena offre numerose sorprese biologiche e fondali stupendi

Un'isola con un Castello, un triangolo di terra che avanza verso il blu del Mar Jonio e al centro, un grande porto naturale, teatro di antiche battaglie navali tra cartaginesi e siracusani. Uno scenario tanto mitologico quanto reale da divenire il proscenio naturale per la realizzazione e l'istituzione della Area Marina Protetta del Plemmirio, a pochi chilometri da Siracusa, in località Penisola Maddalena, tra Punta Castelluccio e Capo Murro di Porco.

Un mare antico che custodisce gelosamente un autentico tesoro naturale e archeologico costituito dai resti di navi greche e romane. Siracusa, culla della civiltà greca in Sicilia e importante nodo commerciale dell'antichità, era infatti una tappa obbligatoria nelle rotte navali del mediterraneo. A causa dei numerosi naufragi avvenuti nel corso dei secoli, soprattutto nella zona di Capo Murro di Porco, sono stati recuperati numerosi reperti oggi custoditi nel Museo Paolo Orsi di Siracusa.

Per gli appassionati del mondo sommerso c'è la possibilità di seguire un vero e proprio itinerario archeologico alla scoperta dei relitti delle navi inabissate e dei resti del loro carico: anfore e ancore di varia grandezza, natura ed epoca.
L'area marina protetta è suddivisa in zone sottoposte a diverso regime di tutela ambientale: la zona A di riserva integrale, comprende il tratto di mare prospiciente la costa di Capo Murro di Porco, la zona B di riserva generale, comprende il tratto di mare prospiciente la costa compresa tra Punta della Mola e l'estremità occidentale del Capo Murro di Porco. La zona C di riserva parziale, comprende il residuo tratto di mare all'interno del perimetro dell'area marina protetta.

Nella zona A è consentita la ricerca scientifica autorizzata, le visite subacquee, le attività di soccorso, di sorveglianza e servizio; nella zona B la balneazione, la navigazione a vela e a remi o a motore, l'esercizio della piccola pesca artigianale, sportiva, con lenza e canna, le visite guidate subacquee. Nella zona C la navigazione a motore ai natanti adibiti al trasporto collettivo, l'ancoraggio compatibilmente alle esigenze di tutela dei fondali, la pesca sportiva, con lenza e canna, previa autorizzazione del soggetto gestore, per i non residenti.

Il mare della Penisola Maddalena offre numerose sorprese biologiche e fondali stupendi. Da Capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale è basso ed uniforme per diverse centinaia di metri, poi scende improvvisamente a quote più elevate. Da Punta Tavernara a Capo Murro di Porco, già sottocosta, si incontrano invece fondali di oltre 30-40 metri.Questa parte di costa è di primaria importanza per la geologia dell'intera area e cioè la scarpata ibleo-maltese.
Si deve proprio a questa lo sprofondamento del fondale marino a centinaia di metri in un breve tratto di mare antistante la costa. Inoltre l'intensa attività tettonica ha prodotto notevoli fenditure particolarmente in prossimità di Murro di Porco dove l'infrangersi delle onde determina a terra spettacolari spruzzi d'acqua simili ai geygers.

I fondali più bassi sono arricchiti da vaste praterie di posidonia con giganteschi esemplari di pinna nobilis, la conchiglia più grande del Mediterraneo. Sottocosta invece, si possono ammirare i coralli dal colore rosso intenso e lungo la battigia interessanti biocostruzioni simili a barriere coralline. Gli straordinari fondali sommersi sono ricchissimi di ogni specie marina che popola il Mediterraneo. La zona per le sue caratteristiche geografiche è il luogo ideale per l'osservazione dei grossi pesci come tonni, ricciole, squali e dei mammiferi marini come delfini, balene e capodogli.
Qui inoltre, è possibile visitare diverse grotte naturali emerse e sommerse come la Grotta Pellegrina, con le sue splendide stalattiti e stalagmiti. Le grotte sommerse sono ricche di vita con coralli, spugne, briozoi, cicale di mare e moltissime specie di pesci.

Ma l'Area Marina non è solo mare. Tutt'intorno, in una macchia mediterranea dominata dalla presenza della palma nana, un proliferare di vita. Non lontano, nella zona umida e salmastra dei pantani, un tempo saline, durante la stagione primaverile ed autunnale, potremmo assistere al volo elegante e sinuoso di fenicotteri rosa.
La Penisola Maddalena ha importanza nazionale come punto di osservazione dei passeriformi migratori e degli uccelli marini.
Altre specie animali presenti sono: la lucertola siciliana, il coniglio, il discoglosso, il biacco, la testuggine, l'istrice, la volpe e la donnola.
E poi Siracusa, è patria e culla della cultura della Magna Grecia, presente in ogni cosa: nell'architettura, nel teatro, nella gastronomia, nella sua gente. Natura, cultura, miti e racconti trovano qui il loro naturale nutrimento e collocamento.

L'attività tettonica fa nascere la Penisola Maddalena

La fascia costiera tra Punta Castelluccio e Capo Murro di Porco ricade nella parte Est della tavoletta dell'I.G.M. denominata "Siracusa", foglio 274 quadrante II SO.
Questo tratto di costa costituisce la parte orientale della Penisola Maddalena poco a sud della città si Siracusa. La "Penisola Maddalena" è il risultato dell'attività tettonica dell'area a causa della quale si è isolato e sollevato un blocco che ha un andamento NW-SE. Questo elemento tettonico è riconosciuto in letteratura come "horst". Si è formato così un piccolo altopiano che dalla quota massima di 54 m s.l.m. degrada verso mare sia ad oriente che ad occidente ora in maniera blanda attraverso dei terrazzi marini di età Plio-Pleistocenica, ora attraverso scarpate marine della stessa età dovute a fenomeni eustatici o di bradisismo del mare.
Questo tipo di situazione si ripropone anche nell'aspetto della costa che si alterna tra bassa, dove con piccole linee di spiaggia, o alta e frastagliata. In quest'ultimo tipo di costa si sono sviluppate una serie di importantissime grotte, dovute all'abrasione marina, all'interno delle quali si trovano caratteristici microambienti.
Dove la costa presenta terreni di natura calcarenitica più recenti (P.ta della Mola, P.ta Tavola), questa ha subito trasformazioni di natura antropica, infatti sono presenti alcune cave di pietra che attraverso il trasporto in barca dei materiali da costruzione rifornivano la città via mare.
Oltre le grotte dovute all'abrasione marina altri elementi morfologici si sviluppano nelle spianate d'abrasione bagnate dagli spruzzi marini: sono le cosiddette vaschette di abrasione.
Altri interventi di natura antropica presenti lungo la costa sono cavità di forma cilindrica tra Punta Castelluccio e Punta della Mola, interpretati da alcuni come tombe da altri come Syloi (Fiore) costruiti per contenere grano e simili derrate.

fonte: Dario Raffaele - Quotidiano di Sicilia

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