IANTD Expedition Scirè 2008 - Haifa (Israele)

iantd_scire_fotoIl 10 agosto 1942 il R. Smg. Scirè della X^ Flottiglia MAS si stava apprestando ad attaccare il porto di Haifa, allora sotto il controllo inglese, con gli undici incursori (uomini gamma come venivano allora chiamati) che aveva a bordo. La speranza era di ripetere i precedenti successi di Gibilterra, ma soprattutto quello di Alessandria.
Infatti, nel dicembre dell’anno precedente, al comando del Principe Junio Valerio Borghese, lo Scirè aveva affondato nel porto egiziano due corazzate inglesi: la Valiant e la Queen Elizabeth.
Gli affondamenti furono eseguiti utilizzando gli SLC (Siluri a Lenta Corsa), i cosiddetti “maiali”, l’azione fu ricompensata con la medaglia d’oro alla bandiera del sommergibile. Invece ad Haifa su di esso si scatenò l’inferno: artiglieria costiera, aerei e navi nemiche erano all’erta, sembravano aspettarlo, si è sempre pensato che gli inglesi sapessero dell’incursione ed infatti le IANTD Expeditions di recente ne hanno trovata prova negli archivi britannici.

Dopo una caccia spietata fu affondato con il suo comandante Bruno Zelik e tutti i suoi marinai ed incursori a bordo. Questo sommergibile entrò definitivamente nella storia come protagonista, anche in quella dell’attività subacquea, ed è tutt’oggi una delle unità navali più famose al mondo. Dopo un lungo periodo d’oblio, il suo relitto nel 1984 fu oggetto di una spedizione della Marina Militare Italiana caldeggiata dall’archeologo subacqueo israeliano Ehud Galili che lo aveva per primo ritrovato, con il compito di recuperare le salme dei caduti, seguita da una successiva nel 2001. Da allora il relitto è stato visitato saltuariamente da subacquei israeliani e da qualche italiano.

iantd_scire_relittoLa IANTD, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri nel quadro della promozione e cooperazione culturale internazionale, ha organizzato e condotto dal 22 al 28 settembre una spedizione sull’importante relitto con fini archeologici e scientifici, in particolare di rilevamento del sito e delle condizioni del relitto. Alle immersioni su questo relitto di grande importanza storica hanno partecipato nove istruttori e subacquei IANTD, essi sono: Fabio Ruberti, capo spedizione e operatore subacqueo; Carla Binelli, vicecapospedizione, segreteria e operatore subacqueo; Agostino Fortunato, assistente segreteria responsabile informatico e operatore subacqueo; Ivan Incalza video-operatore subacqueo, Silvia Grassini, videooperatore subacqueo; Jurek Lewandowski, fotografo subacqueo; Gianni Calandrelli, operatore subacqueo; Roberto Masucci, operatore subacqueo e Jacopo Ruberti, operatore Subacqueo.
Alla spedizione hanno partecipato anche tre subacquei israeliani: Mark Feder, responsabile logistica e operatore subacqueo; Shai Roth, coordinatore e Ehud Galili, archeologo subacqueo che ha concesso alla spedizione l’onore della sua partecpazione.

L’iniziativa, oltre al patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, è stata incoraggiata e supportata dall’Associazione Nazionale Incursori di Marina, dalla Federazione Subacquea Israeliana ed in particolare dal DAN Israel nella persona di Shai Roth, dai Training Facility IANTD: Acquamarina di Marina di Pisa (PI), CDT di Fidenza (PR), Blufit di Montebelluna (TV), Scuola Sommozzatori di Caserta, Teknika di Sharm el Sheik, Tek-Dive di Tel Aviv, quest’ultimo ha provveduto a tutta la logistica per le immersioni sul posto e dalle ditte di equipaggiamento per la subacquea tecnica Acquamarina® e Dive Rite®.

iantd_scire_gruppoLa spedizione era composta di tre squadre operative con specifici obiettivi d’immersione giornalieri: misurazione e rilevazione del sito subacqueo, ricognizione esterna e rilevamento di reperti di particolare interesse e copertura foto cinematografica di tutto il relitto. La spedizione ha messo in atto le migliori tecniche d’immersione associate ad un lavoro di squadra mirato alla ricerca archeologica, utilizzando gli equipaggiamenti più idonei. La Televisione nazionale israeliana si è intensamente interessata alle attività partecipando ad una giornata intera d’immersione, durante la, quale è stata posata una corona sul relitto in memoria dei caduti.
Lo svolgimento di una spedizione con immersioni a carattere archeologico e scientifico sul relitto di un sommergibile di così grande valore storico come lo Scirè è un fatto di rilievo, non solo per gli sviluppi che essa potrà avere, ma anche per organizzare una adeguata tutela e conoscenza pubblica dell’importante reperto storico. Al termine della spedizione Galili ha donato una pinna ed un apparato a circuito chiuso recuperato sullo Scirè durante una delle sue prime immersioni, affinchè trovi degna collocazione al Museo Navale della Spezia. La notizia della spedizione è stata battuta dall’agenzia Ansa di Tel Aviv.

Fabio Ruberti
Haifa (Israele) 28 settembre 2008

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