● Istruttore
detto “FEDERA”

Alberto Santini

Istruttore
31 anni di
esperienza
Alberto Santini
Alberto Santini
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Bio

Chi è Alberto.

BIO. Ho iniziato a immergermi nel 1995 e nel 1998 sono diventato istruttore FIAS. Una carriera, diciamo, piuttosto veloce, favorita dall’assidua frequentazione dei corsi e dalla grande passione di quegli anni. Insieme agli amici Marco e Rosa andavamo in piscina tre o quattro volte alla settimana e spesso ci ritrovavamo anche per studiare, confrontarci e aggiornarci. Avevo trent’anni, tanta energia e tanta voglia di imparare: probabilmente anche per questo tutto riusciva più facile. Fin dall’inizio la subacquea per me non è stata solo tecnica o avventura, ma soprattutto osservazione, rispetto e scoperta. Nel 2015 ho avuto anche l’onore di essere direttore del Corso Nazionale Istruttori all’Isola del Giglio, a Campese: un’esperienza fantastica, condivisa con gli amici del Club Calypso e con gli altri istruttori. Un momento importante del mio percorso subacqueo, fatto di responsabilità, confronto, passione e amicizia. Spesso mi faccio accompagnare dalla videocamera per riprendere ciò che vedo. Ho iniziato alla fine degli anni Novanta con uno scafandro enorme della Nimar, con dentro una Sony 3CCD: un’attrezzatura ingombrante, pesante, ma per l’epoca affascinante. Oggi con le GoPro tutto è molto più semplice, ma quella fatica aveva un sapore speciale. Ricordo ancora un’immersione alle Maldive in cui l’ingombrante scafandro, complice una forte corrente e le alette stabilizzanti, finì quasi per trascinarmi via dal gruppo, dirigendomi verso uno squalo che probabilmente mi avrebbe semplicemente ignorato. Fu un momento di paura, risolto con sangue freddo, tanta fatica nel pinneggiare e anche con la ferma volontà di non perdere un’attrezzatura molto costosa. Alla fine tutto si concluse bene e, passato lo spavento, rimasero soprattutto tante risate". Quando hai iniziato ad immergerti? "Ho iniziato ad immergermi nel 1995". Quando sei diventato istruttore? "Sono diventato istruttore nel 1998". Perché hai scelto la subacquea? "Per curiosità, per amore del mare e per il desiderio di scoprire un mondo diverso, silenzioso e affascinante. La subacquea mi ha attirato fin dall’inizio perché unisce avventura, tecnica, controllo e rispetto dell’ambiente". Cosa rappresenta oggi per te? "Oggi la subacquea rappresenta passione, equilibrio e condivisione. È un modo per staccare dalla superficie, ritrovare concentrazione e trasmettere agli altri il piacere di vivere il mare con responsabilità". Le tue immersioni preferite? "Amo soprattutto le immersioni nei mari tropicali, per i colori, la luce e la ricchezza di vita che offrono. Per vicinanza, però, il Mediterraneo resta la mia casa principale: in particolare amo i relitti, dove ogni immersione può regalare qualcosa di diverso, tra storia, silenzio e sensazioni difficili da raccontare". L'animale marino che ami di più? "La tartaruga marina. Non a caso, quando mi sono immerso alle Maldive o nel Mar Rosso, è sempre stato uno degli animali che ho preferito osservare e riprendere. Mi affascina il suo modo di muoversi: lento, elegante, libero, perfettamente in armonia con il mare. Nel 2003 le ho dedicato anche un piccolo video dal titolo Turtle, uno di quei ricordi subacquei che restano impressi nel tempo". Il luogo dove sogni di immergerti? "Sogno di tornare in Polinesia o alle Fiji, luoghi dove sono già stato e dove ho lasciato davvero un pezzo di cuore. Sono mari che restano dentro: per i colori, la luce, la vita che incontri sott’acqua e quella sensazione di essere in un luogo quasi fuori dal tempo". L'immersione che non dimenticherai mai? "La prima immersione dopo essere diventato istruttore: non solo per quello che ho visto sott’acqua, ma per la consapevolezza di poter accompagnare altri in un’esperienza così intensa e formativa". Una frase che ripeti spesso ai tuoi allievi? "Sott’acqua non vince chi fa di più o chi va più profondo, ma chi sa rimanere calmo, controllato e consapevole. Fermati, pensa ed agisci". Tre aggettivi che ti descrivono sott'acqua? "Calmo, attento, curioso". Una curiosità su di te? "Mi piace osservare i dettagli. Sott’acqua, come nella fotografia e nel video, cerco sempre l’inquadratura giusta, la luce particolare e quel piccolo elemento che rende ogni immersione diversa dalle altre. Per questo sostengo che partecipare a un corso di biologia marina sia quasi imprescindibile per chi vuole proseguire seriamente l’attività subacquea: ti insegna a guardare davvero. Anche in pochi centimetri quadrati può esistere un mondo intero da scoprire, fatto di organismi minuscoli, forme sorprendenti e creature che sembrano piante, ma che in realtà sono animali".