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Libreria didattica FIAS PDF Stampa E-mail
Scritto da Webmaster Calypso   
Giovedì 30 Giugno 2005 15:58

 

LIBRERIA DIDATTICA DELLA FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITA' SUBACQUEE

LIBRERIA DIDATTICA DELLA FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITA' SUBACQUEE
 

CORSO BASE AUTORESPIRATORI AD ARIA

La moderna subacquea permette, a chiunque lo desideri, di affacciarsi senza difficoltà alla soglia di quello che viene definito il sesto continente. Basta calzare un paio di pinne, calarsi una maschera sul volto e iniziare l'esplorazione del mondo sommerso. Bisogna opportunamente tenere presente che l'ambiente acquatico è ben diverso da quello terrestre a cui siamo adatti e in cui viviamo. Si tratta in pratica di ricondizionare, mediante opportune esercitazioni teorico - pratiche, il nostro corpo e la nostra mente all'acqua, in maniera tale da rendere più sicuro possibile il nostro ingresso in una dimensione per noi non usuale e di certo non priva di insidie. Ci aiuterà, lungo questo apprendimento, una buona forma psicofisica che unitamente ad uno spirito di aggregazione e di amicizia ci condurrà alla mèta prefissata. Per questi motivi nel 1972 è nata la F.I.A.S. Federazione Italiana Attività Subacquee. Il suo scopo, essendo una federazione apolitica, apartitica e senza fini di lucro, è quello di promuovere, propagandare e diffondere le attività subacquee a livello sportivo e amatoriale. Per quanto sopra, fruendo del parere di tecnici ed esperti, sono state stabilite delle prove (con crescente grado di difficoltà) che abilitano l'allievo ad un sempre maggior livello di preparazione ed esperienza nonchè ad una preparazione specifica per le varie specializzazioni.

 
3ª Edizione - Giugno 1999 - Edito da FIAS
Testi: Massimo Barberini, Oscar Martinelli,
Disegni: Elido Turco
Foto di Copertina: Fias
Fotografie: Ernesto Milan, Paolo Sovrano
Coordinamento: Paolo Sovrano
Revisione: Paolo Sovrano
Prestampa: Colordrive Treviso
Stampa: Arte Stampa, Daverio (VA)
 

MANUALE FEDERALE CORSO A.R.A. (Autorespiratore ad aria)
copertina_ara.jpg

Completiamo l'opera di rinnovamento dei testi relativi ai tre corsi di formazione della nostra Federazione e con essa la formazione dei nostri allievi iniziata con il corso Base, proseguita con l'ARA per finire con l'ARA/Estensione. La subacquea è un'attività in veloce evoluzione, è quindi necessario un continuo aggiornamento. La frequentazione di questo corso, non deve essere quindi considerata un punto di arrivo, ma una solida base di partenza per ulteriori approfondimenti. Al termine dell'iter formativo, offriamo la possibilità di accedere a diversi corsi di specializzazione per il conseguimento di brevetti aventi per oggetto l'approfondimento di particolari metodologie di immersione, lo studio e la conoscenza dell'ecosistema marino, le tecniche di primo soccorso e molti altri. Ancora una volta, la nostra Federazione si è fatta testimone di un'altra iniziativa volta a diffondere la cultura del mare. l nostro obiettivo non è quello di creare dei superuomini ma subacquei consapevoli ed informati delle nozioni fondamentali che servono per affrontare in sicurezza l'esplorazione del mondo sottomarino.

 
212 pagine F.to 24 x 17 cm 1ª Edizione - maggio 2000 - Edito da FIAS FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITÀ SUBACQUEE Via Mauro Macchi, 38 - 20124 MILANO Per le proprie scuole federali
Testi: Giancarlo Parlati, Gabriele Ruffini, Francesco Santoni, Zigmud A. Fuhrman, D. Geremicca
Disegni: Federica Lorenzon
Fotografie: Ernesto Milan
Coordinamento: Cinzia Bonetto
Prestampa: Colordrive Treviso
Stampa: Grafiche Crivellari Ponzano veneto (TV)
 

CORSO ESTENSIONE AUTORESPIRATORI AD ARIA

Benvenuto al corso di immersione di terzo livello della Federazione italiana Attività Subacquee. Dopo tutto il tempo trascorso insieme ed i Corsi di formazione e specializzazione affrontati e brillantemente superati, ormai ci conosciamo alla perfezione. Proprio questa conoscienza, siamo certi, è alla base della scelta di continuare insieme il percorso alla scoperta dell'affascinante mondo sottomarino. Il corso che stiamo iniziando rappresenta il gradino più alto della formazione squisitamente tecnica di un Subacqueo sportivo e prevede il rilascio di un brevetto di terzo grado: il brevetto ARA Estensione. All'inizio c'erano: la curiosità per una esperienza nuova, la sfida con se stessi per apprendere e fare proprie le conoscenze e le tecniche basilari per la sicurezza in immersione e poi l'eccitazione e lo stupore che l'affascinante e segreto mondo sommerso ci comunicava. Se le nostre motivazioni si sono davvero evolute con l'esperienza e tante immersioni, se l'immersione non è per noi una sterile esibizione delle nostre capacità, allora siamo cresciuti: come subacquei e come individui.

 
1ª Edizione - Maggio 2000 - Edito da FIAS FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITÀ SUBACQUEE Via Mauro Macchi, 38 - 20124 MILANO Per le proprie scuole federali
Testi: Giancarlo Parlati, Gabriele Ruffini, Francesco Santoni, Zigmud A. Fuhrman, D. Geremicca
Disegni: Federica Lorenzon
Fotografie: Ernesto Milan
Coordinamento: Cinzia Bonetto
Prestampa: Colordrive Treviso
Stampa: Grafiche Crivellari Ponzano Veneto (TV) © Proprietà letteraria riservata Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione della FIAS - Pres. Naz.le
 

MANUALE OPERATIVO ISTRUTTORI

In questi anni si è constatata la forte valenza del Manuale Operativo Istruttori quale strumento di supporto per le attività di formazione pratica degli allievi nei corsi didattici. La sua introduzione nell'insegnamento oltre ai benefici indotti nel metodo ha fatto sì di ottenere una notevole resa di immagine. Lo scopo del manuale, oltre al supporto, è tendere all'univocità dell'insegnamento cercando di fondere le necessità territoriali e di varcare le indiscutibili realtà locali: è stato quindi lasciato spazio per una personalizzazione dei percorsi formativi in quanto a programmazione e sequenza degli esercizi fermo restando gli obiettivi dello specifico corso. È stata infine mantenuta integralmente la metodologia di insegnamento indicata nella scorsa edizione per l'ancora attuale validità didattica. la raccolta di suggerimenti in questi anni ha permesso la riedizione del manuale dando luogo sia all'integrazione a all'aggiornamento dei contenuti tecnici sia alla riduzione delle dimensioni con un formato più rispondente all'uso corrente.

 
2ª Edizione - Novembre 1999 - Edito da FIAS FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITÀ SUBACQUEE - Via Mauro Macchi, 38 - 20124 MILANO - Per le proprie scuole Federali
Testi: Massimo Bellucci - Stefano Dalmazzone
Foto di Copertina: PObox
Coordinamento: Marco Barberini
Ringraziamenti: Il Prof. C. Barnini e il Dr. Longobardi per la verifica dei testi
Stampa: Albagraf S.p.A. - Via busto Arsizio, 9 - 00040 Pomezia (RM)
 

IMMERSIONI NOTTURNE

L'immersione notturna è una entusiasmante esperienza, infatti, chi affronta per la prima volta questa avventura resterà senz'altro meravigliato dal brulicare di vita e attività che si svolge di notte sul fondo del mare e di molti specchi d'acqua. L'interesse per questa immersione aumenterà quandi ci accorgeremo che organismi difficilmente avvistabili di giorno, al calar del sole escono allo scoperto e sono facilmente avvicinabili, spesso possono essere accarezzati. Come sulla terraferma anche in acqua molte specie animali preferiscono la notte per le loro uscite a caccia di cibo o per romantici accoppiamenti. I colori delle piante appaiono più intensi e la vita vegetale è ammirata con più intensità e sorpresa. Sul fondo del mare potremo incontrare, ad esempio, pacifici paguri che, trascinandosi appresso la loro casa vanno alla ricerca del cibo, oppure seppie che attratte dalla luce si avvicinano e poi restano immobili quasi tentando di stabilire un contatto con l'incredulo sub.

 
2ª Edizione - Settembre 1997 - Edito da FIAS FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITÀ SUBACQUEE Via Mauro Macchi, 38 - 20124 MILANO Per le proprie scuole Federali F.to 17 x 24 cm Copertina a colori 36 pagine F.to 17 x 24 cm Copertina a colori Interno in B
Testi: Fernando Torreggiani
Foto di Copertina: Bruno Galli
Videoimpaginazione: Arcangela Ciriello
Coordinamento: Gianni Escuriale
Stampa: Centro Stampa, Novara (NO) © Proprietà letteraria riservata Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione della FIAS - Pres. Naz.le
 

PRIMO SOCCORSO CON OSSIGENO DEGLI INCIDENTI DA DECOMPRESSIONE

Trasporto dell' ossigeno e dell'anidride carbonica nel sangue e nei liquidi corporei.. Gestione del primo soccorso per gli incidenti da attività subacquea ... Gestione delle vie aeree ... Come praticare in sicurezza l'ossigenoterapia ...

autore P. Longobardi
 

IMMERSIONI SUI RELITTI

L'esplorazione di un relitto è sempre un momento significativo nell'attività di un subacqueo. È questa un'esperienza che unisce alle sensazioni emotive già conosciute, un sottile stato di melanconica tristezza, poichè non si può non pensare al dramma che ha accompagnato l'affondamento. Molti di questi affondamenti parlano di paura, di eroismi, di uomini che sono scomparsi. La concentrazione di relitti di ogni epoca è variabile in funzione di alcuni fattori. Ogni area di mare, o via d'acqua dove si è svolta una navigazione intensiva, o dove sono state combattute guerre, sarà ricca di navi affondate. Coste o fondali, che a tratti si intromettono nelle linee di navigazione, avranno sicuramente una storia di naufragi. La localizzazione di un ogetto sott'acqua è un aspetto applicativo dell'attività subacquea tra i più importanti e affascinanti. Essa viene attuata attraverso l'azione combinata di metodi di ricerca del punto in superfice e l'uso di attrezzi o strumenti di prospezione subacquea. Se la posizione del relitto non è perfettamente nota, occorre ricercarlo. In genere il luogo viene raggiunto con una approssimazione variabile in funzione dei metodi di ricerca utilizzati, quali mire a terra, strumenti di radionavigazione (Loran, GPS), binoculi graduati, ecc.

 
2ª Edizione - Gennaio 1997 - Edito da FIAS - FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITÀ SUBACQUEE - Via Mauro Macchi, 38 - 20124 MILANO [ Per le proprie scuole Federali ]
Testi: G. Escuriale
Disegni: Luzzani Sandra
Foto di Copertina: Milan Ernesto
Coordinamento: G. Escuriale
Ringraziamenti: il Dr. G.C. Parlati, autore del capitolo "Note di primo soccorso" il Dr. G.P. Martino autore del capitolo "Relitti di interesse storico e archeologico"
Stampa: Arte Stampa, Daverio (VA) - © Proprietà letteraria riservata Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione della FIAS - Pres. Naz.le
 

RICERCA E RECUPERO

L'argomento riguardante la ricerca ed il recupero subacqueo comporta una grande varietà di situazioni e di particilari condizioni che sarebbe impossibile esaurirlo sulle pagine di questo manuale che si propone solo scopi divulgativi e di fornire alcuni indirizzi didattici. Ci limiteremo pertanto a fornire quegli spunti e quelle indicazioni raccolte in tanti anni di esperienze, in cui la FIAS ha sempre primeggiato e che riteniamo più significativi per conoscere i problemi, studiarli ed infine risolverli nel modo più efficace e più sicuro. Come vedremo, saranno indicati diversi metodi operativi ognuno dei quali presenterà maggiori o minori vantaggi in funzione dell'ambiente in cui si debbono svolgere le operazioni. Infine possono essere condotte ricerche in bassi o alti fondali, in condizione di buona o scarsa visibilità, in presenza di correnti o in acque particolarmente fredde ecc., ecc. Possiamo altresì sottolineare l'imposrtanza della conoscenza di questo argomento poichè la ricerca ed il recupero può essere considerata una parte integrante della preparazione del sommozzatore sportivo.

 
2ª Edizione - Novembre 1995 - Edito da FIAS - FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITÀ SUBACQUEE - Via Mauro Macchi, 38 - 20124 MILANO [ Per le proprie scuole Federali ]
Testi: Fernando Torreggiani
Disegni: Luzzani Sandra
Foto di Copertina: Bruno Galli
Coordinamento: G. Escuriale
Ringraziamenti: Le sezioni provinciali di Varese e Taranto per la competente collaborazione
Stampa: Arte Stampa, Daverio (VA)© Proprietà letteraria riservata Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione della FIAS - Pres. Naz.le
 

SPELEOLOGIA MARINA
un ambiente di grandi bellezze naturali.
 
1ª Edizione
Testi: Fabio Barbieri
Foto di Copertina: Fabio Barbieri
Fotografie: Fabio Barbieri
 

Nitrox - immersioni con miscele arricchite di Ossigeno

Il desiderio di ogni subacqueo è quello di restare il più a lungo possibile nel suo ambiente favorito. Tuttavia diversi fattori si oppongono ad una lunga permanenza dell'uomo nello spazio sottomarino. Uno dei principali sta nei limiti d'uso dell'aria come miscela respiratoria in condizioni iperbariche. Estese ricerche su l'uso di miscele respiratorie di composizione diversa da quella dell'aria hanno avuto una spinta decisiva dovuta all'interesse sia per lo sfruttamento delle risorse minerarie, quali i giacimenti petroliferi sottomarini, sia per l'uso dell'ambiente subacqueo per la produzione degli alimenti come pure una estesa gamma di altre attività svolte sott'acqua. la data di nascita della miscela ossigeno/azoto può essere fatto risalire al lontano 1912 in cui è stato usato un apparecchio a circuito chiuso che forniva una miscela di 45% di ossigeno e 55% di azoto. Diversi modelli hanno seguito negli anni questo primo prototipo con l'impiego prevalentemente militare. Dopo la seconda guerra mondiale la miscela ossigeno/azoto è entrata decisamente nella comunità professionale per lavori subacquei e di ricerca in basso fondale.

 
2ª Edizione - Gennaio 2006 - Edito da ANANKE
Testi: Zygmunt A. Fuhrman
© Proprietà letteraria riservata Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione della FIAS - Pres. Naz.le
 
 
 
 
 

GUIDA ALLA BIOLOGIA MARINA DEL MEDITERRANEO

Un più soddisfacente ed appagante approccio all'esplorazione del mare non può essere sostenuto dalla sola preparazione tecnica, dall'acquisizione di un semplice brevetto abilitante all'attività subacquea. È sempre più necessario varcare la frontiera che si apre sul mare con una nuova ottica, ove oltre a saperlo affrontare in sicurezza è oltremodo essenziale appropriarsi delle necessarie conoscenze per meglio scoprirlo. la necessità di orientare la subacquea amatoriale verso un uso del mare ecosostenibile è un obiettivo al quale bisogna con decisione tendere. Formare le nuove generazioni di appassionati del mare e conquistare gli indecisi alla causa della precauzione è un dovere, una missione che per diffondersi ha bisogno di validi strumenti. Un buon esempio ci è offerto dagli autori di questa pregevole opera. Hanno con sapienza saputo spiegare cose complesse con grande semplicità, un'arte oggi sempre più rara e per questo doppiamente apprezzabile. A loro l'onore di avere predisposto un eccellente manuale scritto ed illustrato con grande professionalità all'insegna di un corretto ed elevato valore scientifico.. Il libro è corredato di un'interessante CD-rom ricco di Fotografie e collegamenti multimediali

 
Edito da FIAS FEDERAZIONE ITALIANA ATTIVITÀ SUBACQUEE Via Mauro Macchi, 38 - 20124 MILANO Per le proprie scuole Federali
Testi: Carlo Cerrano - Massimo Ponti Stefano Silvestri
Foto di Copertina: Massimo Ponti - Carlo Cerrani - Stefano Silvestri
Fotografie: Carlo Cerrano - Massimo Ponti - Stefano Silvestri
Videoimpaginazione: Arcangela Ciriello
Coordinamento: G. Escuriale
Stampa: Arte Stampa, Daverio (VA) © Proprietà letteraria riservata Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione della FIAS - Pres. Naz.le
 

MUTE STAGNE

I subacquei di una volta erano considerati degli atleti con allenamenti rigorosi e alla ricerca di prestazioni fisiche sempre migliori. Questo considerarli degli atleti aveva portato a pensare che fosse necessario sopportare dei grossi sacrifici per essere considerati come tali e quindi era normale patire il freddo in quanto ciò era considerato formativo dal punto di vista mentale e fisico. Le disponibilità medie economiche erano limitate quindi si reputavano indispensabili solo le attrezzature principali quali bombole, erogatore, pinne e maschera, le mute erano già qualche cosa in più, qualcosa di non necessario e non assolutamente indispensabile soprattutto perché molto costose. Ora i tempi sono cambiati e gli studi condotti hanno dimostrato che sottoporre il corpo umano ad uno shock termico è estremamente pericoloso e può rendere nulla qualsiasi programmazione preventiva; inoltre le maggiori possibilità economiche fanno si che quello che un tempo era considerato superfluo sia oggi considerato assolutamente necessario. Queste stesse possibilità economiche permettono a molti subacquei di poter svolgere la loro attività non solo durante la stagione estiva ma bensì durante tutto il periodo dell'anno. Inoltre si è sviluppato in molti subacquei il desiderio di affrontare nuove esperienze più impegnative quali le immersioni nei laghi in altitudine o addirittura sotto il ghiaccio. Per il corpo l'immersione in acqua significa una dispersione di calore che in questo caso è molto maggiore rispetto alla dispersione di calore che normalmente si ha in aria (la dispersione di calore in acqua è 25 volte maggiore di quella in aria) quindi l'esposizione al freddo corrisponde ad un maggior consumo di energia ad una maggior fatica, e ad un maggior consumo di aria, ad una minor capacità lavorativa e in ultima analisi ad un minimo divertimento con un massimo pericolo. L'uso della muta stagna permette al corpo di non disperdere il calore che normalmente si disperderebbe in una immersione eseguita con una normale muta umida......

autore G. Barbero - R. Comaglia - P. Ferrero
 

IMMERSIONI IN QUOTA

Nell'era in cui viviamo, sempre più dominata dall'elettronica, trattare l'argomento sulla programmazione delle immersioni in atmosfera rarefatta può sembrare ormai superato.Giorno dopo giorno assistiamo ad un uso sempre più massiccio dell'elettronica in campo subacqueo. Le strumentazioni, sempre più nuove e più sicure, si stanno espandendo rapidamente sul mercato, prendendo il posto di quelle tradizionali. Ormai siamo in presenza di veri e propri Computer in grado non solo di eseguire automaticamente tutti i calcoli necessari per compiere un'immersione, ma anche di visualizzare il risultato di questi calcoli fornendo, nel contempo, altre informazioni supplementari. Quasi tutti gli strumenti presenti sul mercato sono anche in grado di fornire, oltre i dati per le immersioni compiute in mare, anche tutte le informazioni necessarie per effettuare immersioni in altitudine; infatti questi strumenti sono stati programmati per sentire il valore della pressione atmosferica adattando tutti i calcoli e le relative penalizzazioni a questo valore. Da ciò si può ben capire che questi strumenti sono in grado di sollevare il subacqueo dal dover effettuare calcoli matematici che, proprio nel caso delle immersioni in quota, possono essere lunghi e difficoltosi. Alla luce di tutto questo, la cosa che bisogna mettere in evidenza è che il più delle volte l'aiuto che ci viene dato dal progresso tecnologico si rileva, poi, un'arma a doppio taglio. Le potenzialità e l'aiuto che queste strumentazioni possono fornire al subacqueo sono ormai conosciute anche da chi si è appena avvicinato allo Sport subacqueo ed il pericolo più grande è rappresentato dal fatto che proprio i più giovani ed inesperti, quelli che hanno bisogno di crearsi un solido bagaglio tecnico che gli permetta di cavarsela in situazioni di emergenza, sono poi i primi che, affidandosi ciecamente allo strumento tralasciano, sino a dimenticare, lo studio della programmazione e dei calcoli necessari utilizzando le tabelle. Il compito di questa trattazione è proprio quello di arricchire la conoscenza tecnica dei subacquei. Trattando l'argomento delle immersioni in quota, ho cercato di dare la spiegazione teorica di tutti i fenomeni che intervengono nell'esplicare tale attività, procedendo poi al calcolo pratico di tutti i tipi di immersione che è possibile effettuare in altitudine

autore P. Mulé
 

IMMERSIONE SOTTO IL GHIACCIO

L'immersione sotto il ghiaccio è una affascinante esperienza ancora poco conosciuta e praticata, data la sua particolarità. Con questo corso la nostra Federazione ampia le possibilità di scelta tra le numerose specializzazioni. Per la stesura del testo, il CTN si è avallato del contributo determinante della Scuola Federale di Bolzano - Brunico, data la straordinaria, competenza che questa sezione può vantare, unica in Italia, nell'organizzazione e nella gestione di questo tipo d'immersione. In questo corso vengono approfonditi tutti gli argomenti necessari per affrontare con la massima sicurezza e tranquillità, trasformandola in un'esperienza che, con le dovute precauzioni e conoscenze, può diventare alla portata di tutti. E' qusto un modo diverso e suggestivo di andre sott'acqua, un'occasione che contribuisce ad arricchire in modo unico il bagaglio di esperienze di goni sub. Il nostro intento e augurio è che questo tipo di immersione non rimanga privilegio di pochi, ma che molti possano godere delle suggestioni provate nell'osservare le bolle d'aria frangersi contro il tetto di ghiaccio, in un ambiente di grandi bellezze naturali.

autore B. Colin
 

ARO - TECNICA E FISIOPATOLOGIA DELLE IMMERSIONI CON AUTORESPIRATORE AD OSSIGENO

Il primo autorespiratore ad O2, fu realizzato nel 1911 da Sir Robert Davis, ed immesso sul mercato nel 1922 dalla Siebe-Gorman. Nel 1930 l’Italia ne acquista il diritto di fabbricazione e nel 1936 gli Ufficiali del Genio Navale Tesei e Toschi ne studiano l’utilizzo a scopo bellico, dato che in precedenza era prevalentemente utilizzato per consentire l’uscita degli equipaggi dai sommergibili affondati. Nella seconda guerra mondiale l’ A.R.O. trovò un larghissimo utilizzo da parte degli incursori della Marina Militare Italiana nelle loro azioni contro navigli avversari. I mezzi d’assalto S.L.C. (Siluri a Lenta Corsa), denominati "Maiali" erano guidati, o meglio, cavalcati, da sommozzatori equipaggiati con A.R.O.; gli uomini "Gamma", che utilizzavano altri mezzi leggeri per rimorchiare esplosivo, utilizzarono anch’essi l’ A.R.O. Gli incursori della Marina Italiana delle due specialità furono maestri ad alleati ed avversari, e le loro imprese appartengono alla storia. Dopo la guerra, cessato il veto del segreto militare sull’ A.R.O., i cacciatori subacquei fecero proprio l’utilizzo sia di questo autorespiratore, sia delle pinne; ma, mentre l’uso delle pinne non poteva che portare giovamento, l’uso improprio dell’ A.R.O. da parte di subacquei improvvisati, provocò parecchi incidenti mortali, dando conseguentemente ingiuste colpe ad uno strumento che in realtà non ne aveva. Come molte altre invenzioni, l’ A.R.O., è nato da un’esigenza militare, in questo caso quella di avere un autorespiratore che non segnalasse in superficie, con una continua emissione di bolle o simili, la presenza di un sommozzatore.

autore L. Vidussi - O. Martinelli - G. Mazzer G. Cappelletto - G. Escuriale
 

APNEA

L'immergersi in apnea rappresenta ancora oggi il primo modo con cui si stabilisce un rapporto con ciò che sta sott'acqua. I polmoni sono il primo serbatoio, quello più a portata di mano e naturale dove immagazzinare aria per il tuffo. L'apnea è quindi il modo più antico che l'uomo ha trovato per cacciare sott'acqua ed esplorare un vastissimo mondo sconosciuto. Ci piace pensare che già nei primi villaggi palafitticoli insediati sulle rive dei laghi, quando cadeva un prezioso oggetto in acqua ci fosse stato chi istintivamente si tuffava annaspando per tentare uno dei primi recuperi subacquei della storia. All'apnea è quindi legata l'estrema fisicità dell'atto, una ritualità antica che ha spinto sempre più l'uomo verso un rapporto con se stesso che talvolta pare contro natura. L'atto stesso di trattenere il fiato, di spostarsi in una atmosfera così densa come l'acqua, per molti è infatti una vera sofferenza, fonte di sforzo e di paura. E' chiaro che immergersi in apnea, ricavarne piacere, armonia, impegno psicofisico equilibrato non è qualcosa che avviene spotaneamente ma solo attraverso l'apprendimento di tecniche. Due fattori concorrono alla creazione del subacqueo: il primo è l'esperienza e l'apprendimento delle tecniche idonee, il secondo è quel quid di subacquacità innata che magari è assopito nel profondo di molti. In generale si può dire che tutti possono fare apnea ma molti meno si divertono e si appasionano a farla. Nell'apnea si può passare da una esperienza minimale e relativamente poco impegnativa come trattenere il fiato guardando il fondo dalla superficie dell'acqua, alla vera e propria immersione che tutto coinvolge e che comporta preparazione e motivazioni del tutto diverse. Bisogna quindi considerare anche i fattori soggettivi che dipendono in buona parte dalla personalità di ognuno. Così una immersione a -5 m può essere già sufficientemente appagante ed ansiogena per un neofita, un fobico, o ansioso non competitivo; oppure essere del tutto insufficiente per un neofita competitivo, un insicuro mascherato, un carattere dominante aggressivo ecc. Quindi ha grande importanza oltre al corretto apprendimento degli aspetti tecnici (respirazione, economia dei movimenti ecc.), anche il rapporto con l'istruttore che può essere decisivo nel futuro sub apneista, e l'pprofondire la conoscenza di sè, delle proprie spinte, paure, limiti. Per tutte queste ragioni l'immersione in apnea è affascinante e piena di segreta poesia, ma impone all'individuo un isolamento in un ambiente potenzialmente ostile. Per godere a pieno del piacere dell'apnea bisogna che sia piacevole e per fare questo occorre allenamento e dominio dll'acqua in modo che ogni gesto sia completamente automatizzato laciando liberi i nostri sensi di captare ogni sensazione. Per prolungare l'apnea il pimo errore da evitare è quello di lottare contro i secondi che passano; appena c'è conflitto si verifica una contrazione psicofisica che provoca effetti contrari a quelli ricercati. Bisogna lasciarsi trasportare dal flusso degli eventi in totale rilassamento, bisogna trattenere il fiato senza pensarci e lasciare che le richieste di aria dell'organismo si manifestino snza provocare costrizioni. Oltre alla autocoscienza in senso psicologico, l'apnea permette ai medici uno studio "sul campo" di come si comporta l'organismo sottoposto ad alte pressioni. E' noto che agli albori dell'attività subacquea i fisiologi sostenevano che l'uomo non potesse scendere al di sotto dei 30 metri in quanto che il volume polmonar non dovrebbe scendere al di sotto del volume residuo (per es. con una capacità vitale di 61 il volume residuo è di circa 1,5; a 30 metri il volume polmonare iniziale sottoposto a 4 Ba diventa 1,5,1).

autore G. Ridulfo
 

ACCOMPAGNATORE SUBACQUEO

La funzione dell'Accompagnatore subacqueo, come dice il termine stesso, sarà quella di mettere a disposizione la propria esperienza e la conoscenza dell'ambiente sottomarino per condurre in immersione un gruppo di subecquei, brevettati e relativamente autonomi, che si affidano espressamente a lui per effetuare un'immersione piacevole e sicura. L'obiettivo di questo brevetto sarà quindi di fornire le nozioni e la preparazione necessarie ad operare in modo professionale, anche al di fuori delle strutture federali; tipicamente nell'ambito di un Diving, ma anche all'interno di un circolo, quale indispensabile supporto alle immersioni non didattiche organizzate nella normale attività sociale. Le finalità di questo brevetto superano l'ambito dell'immersione sportiva tra amici e sono rivolte a sviluppare una funzione professionale, individuale o inserita in una struttura, per fornire un ben determinato servizio. Se si offre un servizio, questo dovrà essere soddisfacente altrimenti diventa inutile

autore M. Levrini
 

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