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Terminologia di biologia marina

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Termine Definizione
acetabularia

è un alga verde, fotofila di colore verdognolo e dalla caratteristica forma a ombrellino. Costituita da un'unica cellula gigante, possiede il nucleo nella porzione basale dello stelo, mentre l'apice reca un dischetto raggiato che altro non è che l'organo riproduttore.

Alga
alga

Le alghe costituiscono un gruppo di vegetali molto diversi, difficilmente definibili e presentabili in maniera coerente. Sino a non molto tempo fa, venivano definite come vegetali fotosintetici, forniti di un apparato vegetativo semplice (tallo) non distinto in fusto, foglie e radici, ed erano raggruppate insieme ai funghi, incapaci però di compiere la fotosintesi clorofilliana.
Il progresso scientifico degli ultimi decenni ha modificato il vecchio schema e non si pensa più che le alghe costituiscano un insieme omogeneo.

alga
anellide

Gli Anellidi sono vermi marini per la maggior parte, ma anche terrestri e di acqua dolce.Dotati di simmetria bilaterale, possiedono un corpo molle, allungato, diviso in segmenti uguali fra loro (metameri), salvo i primi due che formano il capo, e l'ultimo.
Si può concepire la metameria di un Anellide come una segmentazione motoria che conferisce all'animale, troppo lungo per potersi muovere agevolmente, una struttura articolata simile a quella di un treno con tanti vagoni. Tale segmentazione non è solo superficiale, ma anche interna, per cui i diversi organi si ripetono nei vari metameri.

aplysina

è una spugna caratterizzata da una colorazione gialla e dalla presenza di osculi sulle estremità delle digitazioni. Specie fotofila per la presenza di un cianobatterio simbionte deve il proprio a quest'ultimo, una volta tolta dall'acqua, l'annerimento dei tessuti da cui deriva il suo nome specifico.

astroides

L'Astroides calycularis è una madrepora incrostante dal caratteristico colore arancione, diffusa nelle acque del Mediterraneo.

axinella

Forma colonie con lunghe ramificazioni di colore giallo. Le spugne sono dei filtratori molto efficienti. I canali interni contengono speciali cellule, i coanociti, che assolvono a una duplice funzione: muovono l'acqua grazie ai flagelli di cui sono dotati, determinando la velocità del flusso fino a creare un effetto aspirante attraverso gli osti; e inoltre catturano il cibo.

briozoi

I Briozoi sono un gruppo di animali, quasi tutti marini ed attaccati a un substrato, che formano colonie incrostanti o erette di varie dimensioni.La consistenza può essere elastica, dura e friabile, raramente spugnosa. La colonia (zoario), è costituita da individui di forma variabile (zooidi) che vivono entro una teca (zooecio) a volte fornita di opercolo.

caretta

Le tartarughe, grazie alle loro zampe piatte a forma di pala, sono rematrici formidabili, capaci di raggiungere a nuoto velocità di 20 Km/h. Sulla terra invece si muovono con grande difficoltà. Generalmente sono solitarie, ma all'epoca della riproduzione si riuniscono per migrare verso spiagge poco frequentate. E proprio una caratteristica di questi animali consiste nel fatto che pur vivendo in mare nidificano sulla terra.
Caretta caretta è una tartaruga cosmopolita. Specie pelagica di alto mare, si avvicina alla terra solo per la deposizione delle uova.

Cefalopodi

I cefalopodi sono molluschi esclusivamente marini, tra i più evoluti, con conchiglia ridotta internamente o del tutto assente, prettamente nectonici (come le seppie e i calamari) o bentonici (come il polpo e il moscardino). Si svilupparono in una grande moltitudine di forme durante il Mesozoico, colonizzando praticamente tutti gli ambienti marini con i gruppi dei nautiloidi, ammonitoidi e belemnoidi, gli ultimi due totalmente estinti. Ipotesi recenti considerano i cefalopodi derivati direttamente da monoplacofori con conchiglia a spiralizzazione più accentuata; si suppone che la regione apicale del sacco dei visceri di questi molluschi si ritirasse di tanto in tanto e il mantello che li ricopriva formasse una serie successiva di setti calcarei interni, delimitando cavità ripiene di gas. Ciò produsse una sempre maggiore leggerezza, caratteristica questa che permise loro di acquisire un galleggiamento neutro per potersi spostare nel liquido con minor sforzo. Durante questi primi stadi evolutivi, i cefalopodi acquisirono velocità e capacità di predazione, sviluppando un capo dotato di lobi prensili, derivati da tentacoli semplici di monoplacofori ancestrali.

celenterati

Le specie rappresentative di questo gruppo sono circa 10.000 e includono Idroidi, Meduse, Anemoni e Coralli che vivono sul fondo del mare, dalle spiagge alle profondità abissali, oppure trasportate dalle correnti come plancton. Le dimensioni individuali variano da un millimetro ad alcuni metri. Nonostante  un'apparenza estremamente variabile, i Celenterati hanno tutti una medesima struttura simmetrica rispetto ad un asse centrale. Il corpo a forma di sacco ha un'unica cavità interna: il celenteron.

Centrostephanus longispinus

Il riccio corona o riccio diadema (Centrostephanus longispinus Philippi,1845) è un riccio di mare della famiglia Diadematidae, diffuso nel mar Mediterraneo e nell'Atlantico orientale.
Possiede un guscio calcareo tondeggiante di 4-5 cm di diametro, caratterizzato da aculei estremamente lunghi e sottili, la cui colorazione è data dall'alternarsi di bande nere, violacee e biancastre. Sulla superficie aborale sono presenti piccole spine claviformi di colore rosso vivo.

cernia

Il nome deriva dal latino acernìa. In inglese questi pesci sono noti come groupers, derivato dal portoghese garoupa, mentre nel Medio Oriente sono conosciuti come hammour.
Il nome cernia è usato di solito per indicare gli appartenenti a due generi di pesci: Epinephelus e Mycteroperca. Oltre a questi però, vi sono anche specie più piccole (appartenenti ai generi Anyperidon, Cromileptes, Dermatolepis, Plectropomus, Gracila, Saloptia e Triso). Questi generi vengono tutti classificati nella sottofamiglia Epinephelinae.
Le cernie sono pesci teleostei, e possiedono un tipico corpo compatto e una grande bocca. Non sono costruiti per il nuoto veloce sulle lunghe distanze, e le loro dimensioni possono facilmente superare il metro di lunghezza e i cento chilogrammi di peso, anche se all'interno di un così gran numero di specie queste misure possono variare considerevolmente. Le cernie preferiscono inghiottire la preda piuttosto che morderla e farla a pezzi; non possiedono molti denti al limitare delle mascelle, ma hanno invece, all'interno della faringe, pesanti placche dentarie adatte a rompere e triturare. Di solito le cernie si nutrono di pesci, polpi, granchi e gamberi. Si appostano in attesa di colpire, piuttosto che cacciare in acque aperte.

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Glossary 2.7 uses technologies including PHP and SQL