Lunedì, 15 Ottobre 2007 17:19

Gli scorfani del Kent

Anni fa, subito dopo la prima immersione, mi “innamorai” perdutamente di una nave affondata nel mare di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Fui colpito in particolare dall’abbondante presenza di fauna e, in particolare, rimasi affascinato dai numerosi e grossi esemplari di scorfano rosso.  In un ambiente se vogliamo insolito, forse addirittura più adatto di altri alla vita di uno scorfano se consideriamo le sue abitudini legate alla disponibilità di cibo e al tipo di rifugi offerti dallo scafo, la Scorpaena scrofa ha trovato una casa eccellente, ancora oggi in buono stato di conservazione e letteralmente colonizzata da ogni sorta di invertebrato.

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Mercoledì, 05 Luglio 2006 14:33

A zonzo nel Mediterraneo ...

All’inizio degli anni novanta, quando solo da un quinquennio avevo intrapreso la carriera di Fotografo subacqueo, mi venne in mente di disegnare un relitto al quale ero particolarmente legato. L’idea nasceva dall’impossibilità pratica di poter avere una visione d’insieme della nave affondata con l’uso della Fotografia, poiché sott’acqua non esiste la possibilità, come tutti sappiamo, di scattare Foto panoramiche.



 

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Giovedì, 17 Maggio 2007 18:27

Vermi col ciuffo

Uno dei soggetti ai quali dedicai la mia attenzione all’inizio della carriera di fotografo subacqueo fu un comune verme: lo spirografo. Un verme col ciuffo, molto bello. Un ciuffo di setole poste intorno alla bocca con una funzione ben precisa: afferrare al volo tutto ciò che può essere setacciato col passare delle masse d’acqua spostate dalle correnti.
Lo spirografo mi colpì subito per la sua eleganza: un delicato pennacchio spiralato, particolarmente sensibile alle vibrazioni, si ritirava istantaneamente all’interno di un tubo chitinoso semirigido, al minimo movimento; ed io ne restavo affascinato. Avendo poi la fortuna di immergermi in luoghi dove esistono veri e propri “boschi” di spirografi, ho dedicato e dedico tuttora la mia attenzione a questi anellidi sedentari.

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Venerdì, 29 Settembre 2006 14:50

Uno squalo dagli occhi verdi

Voglio raccontarvi la storia di un piccolo squaletto di profondità, poco conosciuto e raro, un pesce che solo pochi pescatori dell’Italia meridionale hanno avuto il piacere di avere tra le mani, ovviamente moribondo, una volta issate a bordo le reti. Nessuno, però, lo aveva mai osservato o Fotografato nel suo ambiente; fino a quando, un giorno di alcuni anni or sono, non mi capitò l’inimmaginabile: l’incontro con l’Oxinotus centrina, detto volgarmente squalo porco.

Ero immerso nelle acque meridionali dello Stretto di Messina, sulla sponda calabra, sui fondali subito profondi di un paese chiamato Lazzaro, in provincia di Reggio Calabria; quota –57m, ore 20 circa, già 10 minuti di tempo di fondo: con l’acqua limpida, mi trovo avvolto dalle tenebre ai piedi di un’orlata imponente che si snoda parallela al profilo costiero. Era una delle tante impegnative immersioni notturne che ogni tanto mi concedevo per incontrare grossi dentici poggiati al fondo, saraghi che dormono, tanute e altri  pesci difficili da Fotografare e avvicinare con la luce del giorno; pesci che con il favore delle tenebre hanno una livrea particolarmente brillante e diventano più Fotogenici del solito. 

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Martedì, 28 Marzo 2006 15:34

Sott'acqua con il Pesce SanPietro

Non credo che dimenticherò facilmente il giorno in cui vidi sott’acqua il mio primo pesce San Pietro. Era di notte e mi trovavo a pochi metri di profondità, durante una sosta di decompressione per una permanenza discreta sui fondali subito profondi del lido della mia città, Reggio Calabria.
Da appassionato di immersioni notturne quale sono, mi immergo sempre in ambienti freddi e bui alla ricerca di una fauna che davvero in pochi hanno il piacere di osservare dal vivo. .....

La vita nel mare mi affascina da sempre e a quei tempi, nella seconda metà degli anni ottanta, il mio parco attrezzature era misero e composto, oltre che da quanto sopra descritto, da una Nikonos IV con 35 mm e tubi di prolunga per la macro, ai quali si aggiunse presto il favoloso complesso macro della Nikon e due ottiche come il 28 e il magico 20 mm (quest’ultima in uso ancora oggi).

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Martedì, 09 Ottobre 2007 14:56

rana pescatrice e budego

Ci sono dei pesci davvero strani in natura. La rana pescatrice è sicuramente uno di questi. In queste righe proverò a parlare di due specie della stessa famiglia, che vivono nello stesso mare, il Mediterraneo; si tratta di Lophius piscatorius (Linneo, 1758) e  Lophius budegassa (Spinola, 1807) rispettivamente noti come rana pescatrice e budego, ma sovente scambiati e confusi l’uno con l’altro per via dell’aspetto molto simile, che non consente una precisa identificazione a un esame superficiale.

Per il subacqueo attento e appassionato non sarà poi impossibile distinguere le due specie, un po’ per il colore, un po’ per alcuni dettagli che impareremo a notare con l’esperienza pratica.

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Venerdì, 02 Marzo 2007 18:08

Pesce Trombetta e Beccaccini

Quando iniziai ad avere i primi approcci diretti con la fauna marina, nel braccio di mare compreso tra Calabria e Sicilia, praticavo i litorali dove sbarcavano i pescatori al rientro dal loro lavoro. Assistevo curioso alle operazioni di sbarco ma, soprattutto, mi soffermavo durante la pulizia dei tramagli, che trovavo molto interessante; osservando tutto ciò che veniva smagliato delle reti, cercavo di individuare le diverse specie di pesci e invertebrati del mare raccogliendo tutto ciò che loro gettavano in terra, tipo pesci inutili, stelle marine, conchiglie e pezzi di madrepore di vario tipo.

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Domenica, 07 Ottobre 2007 19:01

Meduse di primaverra

Se da un lato è vero che ormai da qualche anno siamo abituati a osservare gradi invasioni di meduse, è anche vero che, di fronte a certi scherzi della natura, si rimane sempre senza fiato… Stamani il mare aveva sfumature insolite e il sole giocava a nascondino dietro le ultime nubi di una perturbazione ormai agli sgoccioli.
L’alternanza della luce metteva a tratti in evidenza delle fasce violacee in superficie, che non lasciavano molti dubbi sulla presenza di una nuova massiccia invasione di meduse luminose (così dette perchè lievemente bioluminescenti nell’oscurità). Una bava di vento lambiva ancora l’ingresso dello stretto e, dalla spiaggia di Scilla, non si capiva bene se l’acqua fosse limpida o meno. Solo immergendosi sarebbe stato possibile scoprirlo.
Indossata la mia vecchia muta stagna per affrontare i rigori di una stagione, la primavera subacquea, sempre molto fredda nonostante il tepore del sole del sud, bombole in spalla, scivolo in acqua con in mano l’attrezzatura fotografica; ma mi rendo presto conto di aver lasciato i guanti dentro una scarpetta delle pinne, alloggiate sotto un braccio e pronte ad essere calzate soltanto una volta in mare.
Per evitare sorprese “ustionanti”, prima di allontanarmi da riva metto pinne e guanti e, nuotando sul dorso, inizio un percorso in superficie verso la verticale del punto d’immersione. All’improvviso mi ritrovo avvolto da una densa coltre gelatinosa, talmente fitta da non consentirmi di infilare la testa sotto il pelo dell’acqua…
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Lunedì, 29 Maggio 2006 15:40

Le delicate piume del mare

Se dovessi descrivere l’aspetto di quei celenterati marini volgarmente noti come pennatule o pennacchiere non esiterei a definirle “piume del mare” per via del loro aspetto, del tutto simile a una penna d’uccello (o una piuma di struzzo, per essere un pochino più precisi). Fissate al fondale in maniera non definitiva e capaci di movimenti molto lenti e graduali, le pennatule frequentano i fondali meno esplorati dai subacquei in genere, quelli che vengono definiti “tecnicamente” fondi mobili (costituiti da sedimenti di vario tipo e granulometria e comunque apparentemente monotoni se osservati con una certa superficialità).

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Domenica, 07 Ottobre 2007 19:04

Le bavose, pesci con le corna

Simpaticissimi! Non saprei come meglio definire questi piccoli pesciolini comunemente noti come bavose e detti scientificamente blennidi.
Molto apprezzati dai fotografi subacquei proprio per il loro modo di mettersi in posa, per nulla intimoriti e spesso così curiosi da guardarti persino negli occhi quando sconfini nel loro mondo, i blennidi si lasciano avvicinare quasi sempre con una certa facilità.


foto sx- Il simpatico sguardo di una bavosa cervina.
foto dx – Una bavosa cornuta di profilo, sorpresa mentre si affaccia alla sua tana, rappresentata in questo caso una bottiglietta di vetro incrostata e coperta di alghe.

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