Sabato, 15 Marzo 2008 14:24

Sott’acqua … alla montagna

Partendo dalla spiaggia di Marina Grande di Scilla, il cosiddetto “spiaggione”, dove la sabbia lascia il posto alla roccia ai piedi della mitica rupe sormontata dall’antico maniero dei Ruffo di Calabria, si entra in acqua da terra e ci si avvicina facilmente verso uno dei siti sommersi più noti nell’area dello Stretto di Messina. 

Scilla rappresenta il confine nord del canale sulla sponda calabra e presenta fondali rocciosi molto particolari, con imponenti guglie che svettano verso la superficie con base tra i 40 e i 70 metri di profondità e sommo tra i 35 e i 20 metri sotto il pelo dell’acqua; le chiamano secche di Scilla, sono cattedrali di roccia animate dalle correnti dello stretto; tra queste, la “montagna” è il luogo più noto e l’unico raggiungibile immergendosi da terra; oltretutto è anche uno dei pinnacoli più belli, il biglietto da visita di questo splendido mare.
In genere si può iniziare l’immersione quando si arriva, nuotando in superficie o avvicinandosi con un natante, di fronte ai primi archi della galleria sotto la rupe del castello e quando si è sufficientemente al largo da vedere sotto di noi un fondale di almeno una ventina di metri.

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Mercoledì, 01 Aprile 2009 20:54

Ricordando una punta nel mare: Calamizzi

Ma quanto è bella veramente la terra e quanto l’uomo è stupido da non accorgersene? Questo il pensiero che è nato spontaneo stamattina quando ho visto quel che rimane dell’antica Punta di Calamizzi, camminando a piedi lungo la spiaggia in prossimità della foce del Calopinace.
Il maestrale lambisce il bacino dello Stretto, generando come sempre piccole e brevi onde, grazie al potere smorzante sul vento dei Peloritani siculi: una vera e propria barriera sui venti dei quadranti settentrionali. Il mare, con questo vento, diventa blu; un bel blu sul quale spiccano il bianco dei gabbiani e delle piccole e numerose creste d’onda, tipiche di questa atmosfera frizzante di primavera. La luce, magica, invita lo sguardo a scrutare l’orizzonte: il mare, lo Stretto, la prospiciente Sicilia e la magnifica Etna, attualmente bianca fino a metà della sua altezza, sono solo alcuni elementi di un paesaggio mai ripetitivo. Mi immergo in una dimensione incantevole, turbato solo dal degrado di un litorale dimenticato, trascurato e praticamente cancellato dalle pagine di storia di questa splendida città sul mare.

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Domenica, 16 Novembre 2008 15:58

Storia di un relitto minore

A volte sembra che il mare mi chieda di raccontare delle storie, quasi che lo desideri. Forse perché pochi le racconterebbero perché a prima vista povere di contenuti, forse anche perché queste storie – sussurra il mare - potrebbero colpire la sensibilità degli animi permeabili, nella speranza che siano sempre di più gli uomini che si aprono verso la comprensione dei suoi problemi, prendendone le difese e tornando a stupirsi di fronte alle piccole cose, senza troppe pretese. A volte i subacquei amanti dei relitti cercano navi affondate chi sa dove, grandi di stazza, giacenti a grandi profondità; un grande relitto significa infatti una grande storia, grandi emozioni, straordinarie immersioni; ma soprattutto significa avere tanto da dire, tanto da raccontare e fotografare e, per alcuni, anche tanto da scrivere.

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