Mercoledì, 25 Febbraio 2009 22:30

Di notte nello Stretto

Correvano gli anni novanta quando il mare di Reggio Calabria offriva la grande opportunità di fare entusiasmanti immersioni notturne alla scoperta dell’incredibile biodiversità dello Stretto di Messina. I cosiddetti fondi mobili, fatti di fango, sabbia o detrito, con tratti di prateria e tratti di scogliera artificiale, erano il regno di una moltitudine di specie di pesci e invertebrati, che di notte posavano in bella mostra nel fascio di luce di quei pochi fortunati che vivevano questa esperienza. La vita esplodeva davvero e a volte si rimaneva increduli di fronte a tanta magnificenza.

All’epoca la fotografia digitale non esisteva e le 36 pose di un rullo non duravano mai fino alla fine dell’immersione. Uno dei posti più belli per le notturne era Archi, alla periferia nord della città. Il fondo di sabbia subito scosceso ospitava una caduta di frangiflutti a cubo che erano diventati substrato per l’insediamento di tantissime creature. Su tutto dominavano enormi spirografi, con tubi chitinosi grossi e robusti, oltre che lunghi, costantemente frequentati da moltissimi tipi di crostacei, da nudibranchi e da pesci insoliti, tra cui meravigliosi cavallucci marini.

Pubblicato in Biologia Marina
Martedì, 13 Luglio 2010 08:16

Notturno Mediterraneo

Il crepuscolo concilia: il cielo smorza i toni alti e si riscalda per effetto del sole che svanisce dietro l’orizzonte; e il mare ne riflette l’intensa atmosfera. Subisco il fascino dei colori del mare, della terra, del cielo, da sempre; da quando, per lo meno, ne sono conscio. Colori cangianti, invitanti, attrazione e invito per tuffarsi alla scoperta di un mondo parallelo, così vicino all’uomo eppure così diverso e sconosciuto, così ignorato, sfruttato e depauperato: il mondo sommerso.
 
Due passi in spiaggia mi fanno riflettere prima di iniziare i preparativi per una nuova immersione. Penso che ancora oggi in pochi abbiano davvero compreso che la vita del mare è la nostra stessa vita: l’una dipende dall’altra. Consapevole di ciò, vado per mare non solo per ritrovare me stesso ma anche per essere costante testimone, uno dei pochi purtroppo, di quella biologia, di quella straripante biodiversità, non solo bella ma fondamento della nostra stessa sopravvivenza. Il mondo acquatico è stato sempre misterioso e affascinante, ma l’uomo ne ha approfittato fin troppo, ignorando spesso il suo delicato equilibrio e arrivando a commettere azioni nefaste; comportamenti sbagliati che oggi compromettono il futuro del mare e quindi il futuro della vita sulla terra e dell’uomo.
Pubblicato in Biologia Marina