Domenica, 07 Ottobre 2007 19:06

Arachnanthus Oligopodus

Sono passati molti anni da quando scovai per la prima volta uno dei celenterati ancora oggi meno conosciuti del nostro mare. Era il giugno del 1989 e sin da allora mi immergevo nelle acque antistanti il lido di Reggio Calabria, la città dove vivo. Avevo cominciato a frequentare i fondi mobili, quelli cioè con prevalenza di sedimento fine (sabbia, fango o detrito), e mi piaceva l’idea di fotografare e studiare gli animali dalle abitudini notturne. I fondali dello stretto sono subito scoscesi e con pochi colpi di pinne ti ritrovi subito tra i 30 e i 40 metri di profondità, dove il mondo sommerso svela i suoi segreti a coloro che sano apprezzare. E io ho subito apprezzato l’opportunità che la città dello stretto mi ha offerto, immergendomi di continuo dopo il calar del sole.

Il celenterato in questione lo trovai inizialmente intorno ai dieci metri di profondità. Era lì, tra i ciottoli di un fondale che frequentavo spesso, dove però non avevo notato prima la sua presenza. A quei tempi avevo da poco svelato i miei punti d’immersione agli amici dello Scilla Diving Center, che senza perdere tempo avevano accompagnato il fotografo Roberto Rinaldi anche sui fondali del lido. Immergendomi con loro all’inizio degli anni novanta, gli mostrai tutte quelle strane creature che avevo scoperto e in poco tempo celenterati come pennatule, rari cerianti e attinie illustri come l’Alicia mirabilis finirono sulle pagine delle riviste del settore. Ma torniamo al protagonista della nostra storia: l’aracnanto notturno.
Pubblicato in Biologia Marina