Domenica, 14 Ottobre 2007 11:44

Gorgonie mediterranee

Nel 1986, quando iniziai a immergermi con le bombole dopo un lungo rodaggio da apneista (durato più di dieci anni), mi ritrovai a sostare, senza rendermene conto più di tanto, alla stazione di ricarica a.r.a. in attesa che mi venissero riempite quelle bottiglie d’acciaio che mi avrebbero poi consentito di restare immerso a godere degli spettacoli naturali che il Mediterraneo poteva offrirmi. Le attese con il suono del compressore furono presto interrotte da una serie di chiacchierate con altri subacquei; parlando del più e del meno, scoprii di avere a disposizione ambienti e fondali molto più belli e interessanti di quanto all’epoca potessi immaginare, proprio vicino casa.

Lo stesso titolare della stazione di ricarica, poi diventato un amico, mi suggerì il percorso da seguire per avvicinarmi a un imponente bastione di roccia alto più di venti metri, poggiato sul fondale di Scilla proprio di fronte la rupe con sopra il suo castello. L’immersione mi avrebbe condotto alla scoperta delle famose gorgonie che, da novello fotosub, dovevo ancora conoscere.

Pubblicato in Biologia Marina
Domenica, 10 Dicembre 2006 15:25

Astospartus: Stella Gorgone

Quando si parla di echinodermi, ossia di quel gruppo di animali del mare solitamente dotati di “spine sulla pelle”, si fa riferimento generalmente ai ben noti ricci e alle stelle di mare. Pochi sanno che invece fanno parte di questa famiglia anche i crinoidi (o gigli di mare), le oloturie (o cetrioli di mare) e infine un particolare tipo di “stelle”, se proprio così le vogliamo definire, dette ofiure o, più comunemente, stelle serpentine. Come le stelle, le ofiure sono costituite da un corpo centrale sul quale si innestano alcune braccia, ma vi sono differenze piuttosto nette tra le due classi e alcune sono facilmente evidenziabili anche a un esame superficiale.

Ad esempio le braccia: sono sempre molto lunghe rispetto al corpo, serpentiformi e, tra l’altro, prive di solco ambulacrale. I pedicelli poi, quando presenti, non servono alla locomozione, come accade per le stelle e i ricci, quanto invece a consentire la percezione e la cattura del cibo. Le ofiure si muovono grazie alle braccia, molto mobili e prensili, che sfruttano come appiglio ogni asperità e ogni tipo di oggetto sommerso: l'efficacia di un tale modello di locomozione è maggiore di quel che si pensi, visto che le ofiure sono, a tutti gli effetti, gli echinodermi più veloci.

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