In una Calabria ancora selvaggia e desolata, dove le spiagge sono incredibilmente vaste e dove le più grandi fiumare d’Aspromonte si riversano in un mare subito profondo, sott’acqua si trovano imponenti cigliate parallele al litorale, incredibili scalinate di roccia che conducono rapidamente verso l’abisso di un mare freddo, lo Jonio, forse meno colorato del Tirreno ma non meno ricco di sorprese per il subacqueo amante del Mediterraneo.

Quello che proponiamo in queste righe è un viaggio in tre tappe alla scoperta dell’estremo lembo meridionale d’Italia, nei dintorni di quel fazzoletto di terra calabrese denominato Capo Sud e che comprende anche la Punta di Pellaro e il Capo dell’Armi, al confine meridionale dello Stretto di Messina. 

Pubblicato in Viaggi e Avventure
Domenica, 25 Novembre 2007 00:52

Il relitto in giallo

"Quando si parla di relitti dello Stretto di Messina, il primo a venirmi in mente è sempre quello di Cannitello, il relitto di un vapore sconosciuto, probabilmente affondato durante la prima guerra mondiale..."
Molti si misero a ridere, altri storsero il naso, quando, nel 1995, ebbi l'idea di collegare con una cima la prua di un noto relitto dello Stretto di Messina con uno dei tanti corpi morti giacenti sul fondo, a soli tre o quattro metri di profondità e a pochissimi metri dalla battigia; operazione possibile solo grazie alla breve distanza esistente tra prua del relitto affondato e linea di costa.

Pubblicato in Archeologia e Relitti
Martedì, 13 Luglio 2010 08:16

Notturno Mediterraneo

Il crepuscolo concilia: il cielo smorza i toni alti e si riscalda per effetto del sole che svanisce dietro l’orizzonte; e il mare ne riflette l’intensa atmosfera. Subisco il fascino dei colori del mare, della terra, del cielo, da sempre; da quando, per lo meno, ne sono conscio. Colori cangianti, invitanti, attrazione e invito per tuffarsi alla scoperta di un mondo parallelo, così vicino all’uomo eppure così diverso e sconosciuto, così ignorato, sfruttato e depauperato: il mondo sommerso.
 
Due passi in spiaggia mi fanno riflettere prima di iniziare i preparativi per una nuova immersione. Penso che ancora oggi in pochi abbiano davvero compreso che la vita del mare è la nostra stessa vita: l’una dipende dall’altra. Consapevole di ciò, vado per mare non solo per ritrovare me stesso ma anche per essere costante testimone, uno dei pochi purtroppo, di quella biologia, di quella straripante biodiversità, non solo bella ma fondamento della nostra stessa sopravvivenza. Il mondo acquatico è stato sempre misterioso e affascinante, ma l’uomo ne ha approfittato fin troppo, ignorando spesso il suo delicato equilibrio e arrivando a commettere azioni nefaste; comportamenti sbagliati che oggi compromettono il futuro del mare e quindi il futuro della vita sulla terra e dell’uomo.
Pubblicato in Biologia Marina