COMSUBIN: le origini e la leggenda

Nella notte scura che avvolge il porto di Alessandria d'Egitto, un uomo sta nuotando a pochi metri dalla corazzata Vailant. Una sentinella sulla prua lo nota ed esplode contro la sua sagoma indistinta una raffica di mitra. Subito si accendono mille riflettori che illuminano a giorno il porto egiziano.
Nell'aria risuona lacerante l'urlo di mille sirene mentre vengono messe in acqua moto-barche cariche di uomini armati.
La caccia è breve.
Sulla coperta della Vailant, ancora gocciolanti d'acqua, giungono due uomini, le nere tute di gomma sono sporche di nafta.
Il loro abbigliamento, in quel 19 dicembre 1941, lascia ormai pochi dubbi agli inglesi. Spogliati dei loro indumenti d'assalto, i due rimangono con le tute di bordo della Marina Militare Italiana.
Il tenente di vascello Luigi Durand De La Penne e il capo-palombaro Emilio Bianchi vengono rudemente interrogati ma si rifiutano di fornire particolari sulla missione loro affidata.Gli inglesi sono a conoscenza dell'audacia degli incursori italiani che hanno soprannominato frogmen, "uomini rana" per le pinne che indossano, allora un segreto militare.


Non riuscendo a far parlare i prigionieri, decidono di rinchiuderli sotto la linea di galleggiamento della nave, nella posizione più adatta per essere investiti dall'esplosione della carica che, gli inglesi lo sanno, De La Penne e Bianchi hanno piazzato sotto la Vailant.
Alle 6,15 con cronometrica puntualità, l'esplosione.
La nave sussulta, si piega sulla sinistra, gravemente danneggiata si corica un po' sbandata sul fianco.
De La Penne, frastornato ma ancora vivo, si accorge che il portellone ermetico della sala dove è rinchiuso, per un fortunato miracolo si è aperto.
Si getta nel varco delle lamiere contorte, cominciando la risalita verso il ponte, in mezzo al caos dell'equipaggio che cerca di mettersi in salvo.
Sulla tolda ricompare anche Bianchi.
Intanto anche la corazzata Queen Elizabeth, ancorata a 500 metri, salta in aria.
Si solleva dal mare per un lunghissimo istante e poi ripiomba con violenza sull'acqua. Dal fumaiolo vengono scagliati ovunque pezzi di ferro e nafta che arrivano anche sulla coperta della Vailant.
I due italiani si abbracciano felici, mentre intorno a loro cresce la costernazione e la rabbia livida degli inglesi.
La Queen Elizabeth era l'obiettivo dell'equipaggio formato dal capitano del genio navale Antonio Marceglia e dal palombaro Spartaco Schergat, due istriani.
Alle 6 in punto era stata squarciata la nave cisterna militare Sagoma che aveva coinvolto nell'esplosione anche il cacciatorpediniere Jervise inondano il porto di Alessandria con le sue diecimila tonnellate di carburante.

L'azione di Alessandria fu la più straordinaria e clamorosa azione nella storia di tutti i gruppi incursori subacquei. La data ufficiale della costituzione dei Reparti di Assalto della Marina Militare risale al 1935, gli incursori di allora si dedicarono alla ricerca e allo studio di armi speciali.
Tra questi uomini si distinse il maggiore del Genio navale Teseo Tesei, al quale va il merito della realizzazione di un mezzo subacqueo a metà strada tra il sommergibile e un piccolo aereo sottomarino.
Si trattava di una specie di siluro con una cloche che consentiva il comando dei timoni di direzione e degli alettoni di quota. La prua smontabile era formata da una grande carica di esplosivo.
Questo mezzo denominato ufficialmente "siluro a lenta corsa" fu chiamato "maiale" dagli uomini della X Flottiglia MAS, nome destinato a rimanere per sempre nella storia.

Gli incursori italiani realizzarono le loro imprese con una apparecchio respiratorio a ossigeno puro, prodotto sotto licenza militare.
L'autorespiratore a ossigeno ARO, che racchiudeva la sua qualità principale nel fatto di lavorare a circuito chiuso, senza emissione di scarico di bolle.

Da ricordare Luigi Ferraro, eroe di Alessandretta e Mersina, il più grande incursore subacqueo di tutti i tempi, più coraggioso di Durand De La Penne, più freddo e autentico di James Bond, padre nel dopoguerra della didattica subacquea italiana, per decenni la migliore nel mondo, disegnatore e artefice di prodotti destinati a cambiare il destino dell'attività sportiva subacquea.

*tratto da Enciclopedia del sub - autori - Andrea Ghisotti, Angelo Mojetta, Gianfranco Peroncini.


Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei" della Marina Militare Italiana

Il Raggruppamento è intitolato alla memoria del Maggiore del Genio Navale Teseo TESEI, nativo dell’Isola d’Elba, ideatore del Siluro a Lenta Corsa, il "maiale". Il Maggiore G.N. Teseo Tesei e il Maggiore G.N. Elios Toschi, in seno al I° Gruppo Sommergibili, nel 1935 riprendendo e sviluppando l'idea della "mignatta" di Paolucci e Rossetti (I^ Guerra Mondiale) costituirono l'embrione dei mezzi d'assalto della Marina ed idearono il Siluro a Lenta Corsa meglio conosciuto come "maiale".
Nel 1938 presso il I° Gruppo Sommergibili, si costituì il Comando dei Mezzi d'Assalto assumendo quale nome di copertura 1^ Flottiglia MAS.
"Nel 1940 il Comandante Moccagatta riorganizzò il Comando dei Mezzi d'Assalto che assunse il nome di X^ Flottiglia MAS. Nell'ambito della X^ Flottiglia MAS venne creata la Scuola Sommozzatori, presso il porticciolo di San Leopoldo dell'Accademia Navale di Livorno.
In questa scuola, dal 1 settembre 1940, vennero accentrati ufficiali di tutti i corpi, sottufficiali e truppa provenienti da tutte le categorie, che si addestrarono all'uso dei primi autorespiratori ad ossigeno.
Al termine di una prima selezione, solo alcuni in possesso di elevati doti fisiche, morali e di carattere, entravano a far parte degli operatori dei Mezzi d'Assalto; gli altri venivano inviati ad altre destinazioni, a terra o a bordo, con la qualifica di sommozzatore". (J. Valerio Borghese, La Decima Flottiglia MAS dalle origini all'armistizio). TESEI, dopo aver curato gli studi e la realizzazione di vari mezzi d’assalto, pioniere di numerose azioni subacquee coronate da successo, perse la vita su uno dei suoi mezzi all’alba del 27 luglio 1941 nelle acque di Malta. Complessivamente, nel corso dell’ultimo conflitto, dal 10 giugno 1940 all’8 settembre 1943, i mezzi d’assalto della Regia Marina affondarono o danneggiarono gravemente naviglio da guerra per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate; in particolare, le due navi da battaglia, VALIANT e QUEEN ELISABETH, l’Incrociatore pesante YORK, i Cacciatorpediniere JERVIS ed ERIDGE, ed oltre venti mercantili tra Piroscafi, Petroliere e Motonavi. I successi conseguiti costarono anche perdite crudeli, non soltanto di uomini. I Sommergibili Iride e Gondar furono affondati durante i primi tentativi contro Alessandria, ed ancor più grave risultò il bilancio dello sfortunato attacco contro Malta (27 Luglio ‘41) in cui persero la vita, tra gli altri, TESEI e MOCCAGATTA, il Comandante della Decima, infine VISINTINI perse la vita a Gibilterra, nel tentativo di attaccare la Corazzata NELSON. In riconoscimento del valore dimostrato dagli "Uomini dei mezzi d’assalto" della Marina militare sono state concesse: Allo stendardo della X^ Flottiglia MAS e successivamente alla bandiera del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare

Medaglia d’Oro al Valore Militare Al personale dei "Mezzi d’Assalto" della Marina Militare (alla memoria o ai viventi):

29 Medaglie d’Oro al Valore Militare;
104 Medaglie d’Argento al Valore Militare ;
33 Medaglie di Bronzo al Valore Militare. Altissimo senso del dovere, abnegazione, dedizione generosa e totale all’assolvimento dei compiti, costituiscono oggi come allora l’essenza stessa del retaggio, della tradizione, della eredità morale degli operatori di COMSUBIN e dei Mezzi d’Assalto della M.M.I..




I SOMMOZZATORI ED I PALOMBARI


Gruppo Operativo Subacquei La Scuola Palombari, venne istituita a Genova il 24 Luglio 1849, su proposta del Generale DELLA BOCCA, Ministro della Guerra e della Marina del Regno di Sardegna. I primi brevetti vennero rilasciati a quei candidati che, dopo un breve tirocinio, riuscivano a superare la prova di tre ore di immersione a poco più di dieci metri. Nel 1869, col trasferimento della Marineria da Genova a La Spezia, la Scuola Palombari fu sistemata a bordo di una Nave della Marina Militare. Dopo alcuni anni trascorsi trasbordando da una Nave all’altra, a seconda delle esigenze della Flotta, la Scuola finì per trasferirsi nel 1911, dalla R.N. ITALIA, al Varignano, ove, salvo un breve intervallo trascorso sulle RR.NN. ELENA e PISA, rimase fino al Dicembre del 1934.
In tale anno fu trasferita presso le Scuole CREM di San Bartolomeo, a La Spezia, per congiungersi alle altre Scuole che ivi, da tempo, avevano sede, rimanendovi fino all’8 Settembre 1943. COMSUBINCompito di capitale importanza, svolto dai subacquei della Marina Militare durante il periodo bellico é stato il recupero delle numerose navi affondate, o per il loro ripristino, o per l’urgenza di liberare l’ingresso dei porti e di sgomberare i moli per consentire l’attracco di altre navi. Questo lavoro di notevole complessità, venne effettuato dai nostri Subacquei, superando difficoltà di ogni genere. A guerra finita la Scuola Palombari risorse dalle distruzioni degli eventi bellici e si unì alla Scuola Sommozzatori (sorta durante il conflitto a Livorno). Il nuovo organismo, il centro subacqueo della Marina Militare (MARICENTROSUB), creato con lo scopo di formare, addestrare ed impiegare il personale Subacqueo, fu ubicato nel Comprensorio del Varignano. La situazione di allora era veramente tragica: i porti, in particolare quelli situati al Nord, apparivano come un desolante cimitero di navi spezzate sul fondo. Le acque e l’ingresso dei porti erano cosparsi di mine magnetiche e di ordigni esplosivi di qualsiasi genere.
In simile situazione i Subacquei della M.M., come sempre, disponevano solo di un eccezionale senso del dovere. Con questo spirito, affrontarono e portarono a termine, in breve tempo e brillantemente, i loro compiti, sicché, nel 1949 i recuperi potevano considerarsi pressoché ultimati. A partire da tale epoca, il Centro Subacqueo è stato varie volte ristrutturato ed adeguato alle nuove esigenze, ed attraverso varie denominazioni ed evoluzioni ha raggiunto l’odierna fisionomia nell’ambito del "Raggruppamento Subacquei ed Incursori". Dalla loro istituzione ad oggi, la Scuola Palombari prima e la Scuola Subacquei dopo, hanno fatto notevoli progressi. Mentre nel 1849 venivano rilasciati brevetti a chi raggiungeva la profondità di 10 metri, oggi si eseguono corsi per l’impiego dello scafandro normale, di autorespiratori ad aria e a miscele sintetiche a base di azoto/ossigeno, fino alla quota di 60 metri, e per i lavori subacquei fino a 250 – 300 metri con apparecchiature speciali. Particolari Nuclei di Subacquei sono dedicati al servizio di disattivazione delle mine ed operano da bordo di Unità Cacciamine per la investigazione, la disattivazione ed il brillamento degli ordigni. Essi sono stati a lungo impiegati in Golfo Persico (1987) in Mar Rosso (1984) ed in Adriatico nel corso delle operazioni per l’immissione dei Reparti di terra nella ex Jugoslavia (1995/96). Dal febbraio al giugno 1998 un nucleo di operatori è stato impegnato in Albania per la bonifica del Porto di Saseno. Di particolare importanza è l’attività di ricerca e addestramento per fornire assistenza a Sommergibili in difficoltà, un settore molto sensibile, cui sono dedicate non poche risorse. Oggi i Palombari/Sommozzatori impiegano tutti i tipi di apparecchiature di respirazione subacquea esistenti. Le loro capacità possono essere sintetizzate come segue:
- immersioni autonome fino a 60 metri con respiratore ad aria;
- immersione assicurata alla superficie, con l’impiego dello scafandro da Palombaro fino a 60 metri ad aria;
- immersione fino a 250/300 metri con l’ausilio di impianti integrati imbarcati sulle navi del Gruppo Navale Speciale, con impiego di miscele respiratorie ad elio-ossigeno e con tecniche di intervento o in saturazione;
- soccorso sommergibili sinistrati con: Campana Mc Cann fino a 130 metri; Minisommergibile fino a 300 metri; immersioni con scafandro rigido articolato (ADS) fino a 300 metri.
E importante sottolineare che Palombari e Sommozzatori civili italiani, usciti da questa scuola, hanno prestato e continuano a prestare la loro opera in Italia ed in ogni parte del mondo, in lavori subacquei di ogni genere, riscuotendo, ovunque incondizionata ammirazione per la loro capacità.
Questo personale è tutto volontario, caratterizzato da duro addestramento e da doti di elevatissima professionalità e dedizione, basti pensare all’equilibrio psico-fisico ed alle conoscenza richieste agli operatori "IMMERSIONI PROFONDE" che svolgono attività fino a 250/300 metri di profondità.
Tutti questi uomini, militari e civili, giudicati tra i migliori subacquei del mondo, sono stati formati presso la Scuola Subacquei della Marina Militare Italiana, le cui tradizioni oltre a costituire preziosissimo patrimonio spirituale e motivo di giusto orgoglio, spronano i nuovi allievi a sempre meglio servire la Patria.





GLI INCURSORI


Gruppo Operativo Incursori Gli Incursori di oggi sono gli eredi degli operatori dei mezzi d’assalto della X^MAS della seconda guerra mondiale.
E’ più facile dire a cosa serve, che definire cos’è, un mezzo d’assalto. Si tratta di un mezzo speciale, o anche di un solo uomo con attrezzature particolari, la cui azione, improvvisa ed imprevedibile, ha come obiettivo quello di arrecare, a fronte di un impegno economico limitato, gravi danni ad un avversario generalmente più forte fidando soprattutto sulla sorpresa tecnica o tattica. In campo navale, l’impiego dei mezzi d’assalto é stato tradizionalmente caratteristico di quelle situazioni di netta inferiorità potenziale di uno dei contendenti o di particolari circostanze in cui, per arrecare danni gravi all’avversario, non fosse possibile o conveniente l’uso di altri strumenti bellici più tradizionali.
La storia navale ha registrato sin dall’antichità l’impiego di mezzi di caratteristiche non consuete per tentare di risolvere situazioni come quelle descritte: dai "brulotti" incendiari del periodo velico e remiero ai primordiali mezzi subacquei della guerra civile americana. La nascita dei mezzi d’assalto italiani è fatta risalire agli anni della prima guerra mondiale, nel corso della quale la Regia Marina fu l’unica a creare ed utilizzare con successo dei veri mezzi d’assalto.
L’operazione più significativa condotta fu l’affondamento della Corazzata austro-ungarica VIRIBUS UNITIS ad opera del Capitano del Genio Navale Raffaele ROSSETTI e del Tenente Medico Raffaele PAOLUCCI con la "MIGNATTA" un mezzo subacqueo autopropulso di loro ideazione.
Tuttavia la data ufficiale della costituzione dei Reparti di Assalto della Marina risale al 1935, quando la dislocazione in Mediterraneo di forti aliquote di unità navali inglesi, avvenuta in seguito all’inizio da parte del nostro Paese della Campagna d’ETIOPIA, aveva sensibilmente modificato il rapporto di forze a sfavore della Regia Marina. Fu in queste condizioni che TESEI e TOSCHI svilupparono l’idea di un mezzo semovente per un impiego in massa, nelle prime notti di una eventuale guerra, sfruttando l’elemento sorpresa.
L’organizzazione e lo sviluppo dei mezzi d’assalto furono allora affidati al Comando del 1° Gruppo Sommergibili, ma la conclusione della Campagna d’ETIOPIA, nella primavera dell’anno successivo, il 1936, ebbe come conseguenza una perdita di interesse per i mezzi d’assalto da parte dello Stato Maggiore. Fu verso la fine del 1938, in previsione di un probabile deterioramento delle relazioni internazionali, che vennero ripresi gli studi e gli esperimenti sui mezzi d’assalto; nel 1939 venne pertanto costituita una Sezione Armi Speciali nell’ambito della 1^ Flottiglia MAS.
Nel marzo del 1941, a guerra iniziata, la sezione fu resa autonoma e denominata X^ FLOTTIGLIA MAS. Lo sviluppo del Siluro a Lenta Corsa pilotato, il "maiale", dei barchini esplosivi e dei minisommergibili CA/CB ebbe un successo notevole con effetti veramente micidiali. Tutti ricordiamo la gloriosa impresa compiuta nel dicembre del 1941 nel porto di Alessandria, quando tre coppie di operatori, gli Ufficiali e Sottufficiali della Regia Marina DE LA PENNE e BIANCHI, MARCEGLIA e SCHERGAT, MARTELLOTTA e MARINO, a bordo di tre siluri a lenta corsa, danneggiarono seriamente alcune Unità Britanniche tra cui le corazzate VALIANT e QUEEN ELISABETH.
In precedenza, il 10 settembre 1941, i maiali avevano forzato Gibilterra, minando alcune navi in rada, mentre altri assaltatori diretti dal Tenente di Vascello FAGGIONI, a bordo di barchini esplosivi avevano violato nel mese di marzo la baia di Suda affondando l’Incrociatore YORK.
Luigi FERRARO, un "uomo gamma" applicò micidiali "bauletti esplosivi" su mercantili inglesi che caricavano materiale strategico nel porto di Alessandretta, in TURCHIA. Altri assaltatori proseguirono la loro attività contro il naviglio britannico a Gibilterra, uscendo dal Sommergibile SCIRE’ o dalle basi avanzate approntate dalla Marina ad Algesiras, all’interno della cisterna Olterra, e a Villa Carmela, nelle immediate vicinanze della base britannica.
Gli uomini della DECIMA operarono anche in Mar Nero, dal Maggio 1942 al Settembre 1943, compiendo azioni significative nelle acque di Sebastopoli e nella zona di Balaclava.
I minisommergibili CA/CB operarono con alterna fortuna dal porto di Costanza, in ROMANIA, a partire dal Maggio 1942, affondando tra l’altro un Sommergibile sovietico nelle vicinanze di Yalta. Si é trattato di una autentica epopea, vissuta e scritta dagli uomini dei mezzi d’assalto, tutti indistintamente: non soltanto gli operatori, ma i comandanti e gli equipaggi dei mezzi trasportatori, gli Stati Maggiori, senza dimenticare l’oscura opera prestata da tecnici ed operai, sovente in condizioni difficilissime. Ai nostri giorni l’incursione navale e l’incursione dal mare, rivestono ancora una importanza strategica che è rimasta invariata col mutare dei tempi. Il cambiamento degli scenari ha richiesto agli incursori l’impiego di nuove tecniche e l’ampliamento delle professionalità; per questo motivo gli uomini hanno imparato a muoversi ed a combattere anche sul terreno, e pertanto, oltre che esperti nuotatori, sono anche paracadutisti e rocciatori. Oggi un nostro incursore possiede una preparazione che non ha eguali in quanto a vastità e flessibilità di impiego; egli è a suo agio in qualsiasi ambiente. Non sorprende quindi che gli incursori di COMSUBIN siano stati estensivamente impiegati in ogni situazione di crisi verificatasi negli ultimi decenni, dalle missioni più rischiose e delicate (Libano, Golfo Persico, Somalia, Ruanda, Operazioni in Adriatico ed in Albania, Kosovo e Timor Est) agli interventi di protezione civile per calamità naturali (alluvione di Firenze, terremoto del Friuli e di Ancona, alluvione di Alessandria, eruzione dell’Etna).
Anche se non hanno mai dovuto applicare le tecniche di infiltrazione dal mare messe a punto durante i duri addestramenti, negli ultimi anni gli Incursori sono intervenuti in diverse operazioni reali.
In Libano, così come nel corso del primo intervento in Somalia e in Albania, la missione assegnata é stata in prevalenza di pattugliamento e di scorta, mentre nella missione Golfo 2 e in Adriatico gli Incursori hanno guidato i team ispettivi che venivano inseriti sulle unità mercantili per la verifica dei carichi nel quadro degli embarghi decretati dalle Nazioni Unite. Durante la seconda missione nel Corno d’Africa gli Incursori della Marina hanno operato con compiti di copertura durante la fase di reimbarco del contingente italiano. Terminata l’esigenza un’aliquota di Incursori è stata rischierata in Ruanda, nel quadro delle operazioni di evacuazione di personale occidentale minacciato dalle violenze della guerra civile in atto; in particolare gli Incursori hanno raggiunto nei villaggi dell’interno alcuni missionari che si erano inizialmente rifiutati di abbandonare i malati affidati alla loro assistenza. Nel corso della terza missione in terra somala nel quadro dell’operazione "United Shield" oltre che da terra, gli Incursori hanno operato anche a bordo degli elicotteri SH3D in ruolo "Combat SAR" a favore dei piloti dell’Aviazione di Marina. Dal Marzo del 1997, aliquote di Incursori di COMSUBIN sono impegnati in Albania; inizialmente essi hanno provveduto a prelevare e rimpatriare dalle località dell’interno, i connazionali e i cittadini occidentali in pericolo, successivamente hanno garantito la sicurezza dei civili rimasti e delle infrastrutture militari nazionali e della forza multinazionale. Queste esperienze hanno portato alla convinzione che non è opportuno fossilizzarsi solo sulle missioni classiche, ma tale considerazione non deve far perdere di vista il compito primario degli Incursori che rimane l’incursione dal mare.




IL RAGGRUPPAMENTO


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Il Raggruppamento è alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Marina.
Il presente ordinamento risale al 1954 quando fu deciso di riunire sotto un unico Comando tutti gli organismi che in Marina svolgevano attività in campo subacqueo; l’attuale denominazione di "Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo TESEI", è in vigore dal 1960.
Il Raggruppamento ha sede nei comprensori del Varignano, di Santa Maria e Punta della Castagna, tre piccoli promontori contigui della costa occidentale del Golfo di La Spezia, comprendenti due baie, il Seno del Varignano ed il Seno di Santa Maria.
Il Raggruppamento dispone anche di alcuni poligoni nelle adiacenze della base, per la effettuazione di attività addestrativa, tra cui l’impiego di armi ed esplosivi. I Reparti di COMSUBIN sono normalmente definiti "Forze Speciali", in realtà essi più propriamente costituiscono una vera e propria "specialità" della Marina Militare.
Le attività di COMSUBIN si differenziano vistosamente da quelle svolte dalle cosiddette "Forze Speciali" e costituiscono un patrimonio che la Marina Militare custodisce gelosamente, perché l’incursione navale e l’incursione dal mare, oltre a far parte delle tradizioni della Marina, rivestono una importanza strategica, rimasta invariata col mutare dei tempi. L’incursione navale dal mare é uno strumento in grado di provocare effetti che vanno molto al di là delle ridotte dimensioni dei mezzi impiegati, del numero degli uomini impegnati e delle risorse dedicate.
COMSUBIN svolge attività anche in altri svariati settori, certamente molto importanti ancorché meno conosciuti di altri, parte dei quali sono stati elencati e descritti in precedenza.
Assume particolare rilievo, come già detto, l’attività di ricerca e di addestramento per lo sviluppo delle tecniche idonee ad intervenire su Sommergibili sinistrati, un campo cui sono dedicate notevoli energie, sia a livello strettamente nazionale, sia per lo sviluppo di programmi multinazionali NATO, e molto recentemente in ambito PfP (Partnership for Peace). Altro settore assai significativo è quello della ricerca nel campo della medicina subacquea. Il Centro Studi di COMSUBIN è uno dei pochi in ambito nazionale, e l’unico in ambito militare, ad effettuare ricerche e sperimentazioni sulla fisiologia della immersione umana e, nel quadro di tali attività, mantiene contatti con importanti centri di ricerca militari e civili in Europa e negli Stati Uniti.
A COMSUBIN sono assegnati due compiti fondamentali: - uno, offensivo, che consiste nel preparare uomini e mezzi capaci di attaccare in modo occulto, con breve preavviso, obiettivi situati in mare, oppure a terra in prossimità di costa, purché interessanti la guerra marittima. - l’altro di fornire alla Marina personale capace di difendere le navi e le basi dagli attacchi portati da operatori subacquei e da sabotatori, di effettuare lavori, ricerche e recuperi subacquei per poter fornire assistenza a sommergibili in difficoltà. E’ da questi compiti che deriva l’ordinamento del Raggruppamento, che è costituito da tre gruppi operativi, Gruppo Operativo Incursori, Gruppo Operativo Subacquei e Gruppo Navale Speciale, un Centro di Ricerche e Studi, un Gruppo Formativo e Addestrativo (Gruppo Scuole) ed un Gruppo Logistico, che assicura il funzionamento di tutto il Raggruppamento.
Gli Incursori assolvono essenzialmente il primo compito e, in relazione alla varietà di situazioni nelle quali essi possono essere chiamati ad operare, devono essere non solo altamente qualificati sul piano tecnico per condurre operazioni offensive subacquee, come lo furono i loro predecessori dei Mezzi d’Assalto, ma anche, in relazione alle possibili linee di avvicinamento agli obiettivi, abili paracadutisti, e provetti rocciatori; il tutto con elevata capacità anche a permanere per un certo periodo di tempo in territorio avversario. Devono soprattutto possedere particolari qualità di carattere, quali una determinazione, una freddezza, un autocontrollo ed una lucidità tali da consentire loro di agire correttamente anche in situazioni ambientali particolarmente difficili: per formare un operatore Incursore così qualificato occorrono anni. Il Reparto è costituito tutto da Ufficiali e Sottufficiali volontari nel settore specifico, con una età media di 29 anni.
La totale autonomia logistica ed operativa e la capacità di rapido approntamento fin dal tempo di pace sono caratteristiche peculiari del Gruppo Incursori. Più articolata è la situazione del Gruppo Operativo Subacquei, che deve giornalmente combattere con un nemico più "cieco" ma non meno ostile e potente: l’ambiente marino e le insidie in esso celate. Il personale del G.O.S. viene formato per svolgere attività subacquee quali lavori, ricerche, recuperi navali, ecc., a diversificati livelli di preparazione professionale (dal semplice Smz. per basse profondità allo specialista per alti fondali). Anche il personale subacqueo è contraddistinto da una forte motivazione interiore e deve possedere doti di carattere e fisiche di tutto rispetto, necessarie prima al superamento del duro corso di base ed in seguito ad operare rimanendo anche 15 giorni all’interno di spazi ridottissimi a quote elevate oppure intervenendo per disattivare un ordigno (che potrebbe compromettere sia la sua vita che quella dei suoi colleghi in superficie) per salvaguardare gli interessi della comunità. In tale ottica viene spesso chiamato ad operare sia per proseguire la bonifica delle coste nazionali dai residuati bellici che ancora oggi vengono ritrovati in grande, sia per svolgere altre operazioni subacquee di rilievo quali ricerca , recuperi o sopralluoghi su aerei o unità civili affondate in seguito ad incendi o sinistri.
Il Gruppo Navale Speciale assicura il supporto tecnico logistico ed addestrativo mobile ai due precedenti Gruppi Operativi. Ne fanno parte: Nave PROTEO, la Nave ANTEO, Nave MARINO e Nave PEDRETTI.
Le Navi appoggio per operazioni subacquee ANTEO e PROTEO, sono particolarmente attrezzate per fornire assistenza ai Sommergibili sinistrati e per agire quale punto di partenza per tutte le tipologie di operazioni subacquee.
Il PROTEO dispone di un impianto per immersioni profonde dotato di campana subacquea in grado di operare sino a 150 metri di profondità. Nel campo di tali immersioni un effettivo salto di qualità si è registrato con l’entrata in linea dell’ANTEO, moderna Nave di appoggio subacqueo. L’Unità è particolarmente attrezzata per assistere il personale che effettua immersioni con la tecnica detta di "saturazione" sino alla profondità di 300 metri. L’ANTEO dispone inoltre di un minisommergibile autonomo, capace di operare sino a 600 metri di profondità. Oltre ad avere una capacità lavorativa che gli deriva dall’impiego dei due bracci manipolari di cui è dotato, ha anche la possibilità di effettuare il "clamping" con sommergibili sinistrati e di consentire in tal modo il salvataggio del personale sino alla profondità di 300 metri.
In sintesi, con l’ANTEO, la Marina e il Paese dispongono di un moderno strumento valido per concorrere al progresso delle attività subacquee in campo nazionale.
Nave MARINO e PEDRETTI sono due grossi motoscafi, il cui compito specifico è l’assistenza alle operazioni dei Gruppi Operativi. COMSUBIN ha il compito di promuovere l’aggiornamento dei mezzi, dell’armamento e delle procedure di impiego, sia nel campo incursionistico che in quello Subacqueo: deve cioè autonomamente e materialmente, con le sperimentazioni e realizzazioni del caso, tendere al progresso della propria impresa. La responsabilità di questo delicato settore è affidata al Centro Studi che è articolato su quattro sezioni che si interessano di Armi e Esplosivi, Materiali e Mezzi di Incursioni, Sperimentazione di Materiali subacquei, fisiologia subacquea. Presso la sezione di fisiopatologia subacquea si specializzano i medici della Marina. Il Centro Studi dispone tra l’altro di un impianto iperbarico. E’ da sottolineare inoltre che gli impianti iperbarici e le Camere di decompressione in dotazione ai Nuclei Periferici di personale subacqueo della Marina, sono impiegati anche per la cura delle malattie da decompressione e per l’ossigenoterapia. Ogni anno vengono infatti compiute molte decine di trattamenti curativi ad altrettanti civili che trovano, nei predetti centri, personale ed apparecchiature tra i più qualificati del settore.
Il Gruppo Scuole, costituito dalla Scuola Incursori e dalla Scuola Subacquei, ha il compito di formare il personale subacqueo ed incursore e di perfezionarne la preparazione professionale.
Vengono inoltre svolti presso la Scuola anche corsi per alcune tipologie di personale non direttamente impiegato a COMSUBIN, quali i Sommozzatori Demolitori Ostacoli (S.D.O.) del Battaglione San Marco e gli Operatori subacquei delle altre Forze Armate, dei Corpi di Polizia e dei Vigili del Fuoco. Come in tutte le organizzazioni, anche a COMSUBIN il Reparto Logistico occupa un posto preminente. Assicura il funzionamento del complesso organismo con proprie officine per la manutenzione dei mezzi navali e terrestri, il mantenimento in efficienza dei fabbricati destinati all’accasermamento del personale ed al ricovero dei mezzi, il funzionamento delle mense per il vettovagliamento, ed infine assicura la assistenza sanitaria.
Il Varignano "ospita" una popolazione complessiva di circa 700 persone incluse maestranze civili

 

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