Il rebreather Aquatek "Voyager"

Voglia di Rebreather
Gianni Escuriale (Continente Blu FIAS - nr.32 primo trimestre 2006)



Apro con questo articolo un "angolo" della rivista che periodicamente dedicheremo a questa interessante attrezzatura.
La nostra Federazione (e come noi anche altre), ha deciso di ampliare il settore didattico dedicato alle immersioni avanzate o tecniche con l'introduzione del Rebreather. Tra qualche mese il nostro settore IA (immersioni avanzate), comprenderà: 
- IAA (immersioni avanzate con Aria)
- Trimix normossico
- Rebreather

Parlerò quindi di Rebreather, fornendo qualche nozione di carattere tecnico, illustrando le peculiarità degli aspetti didattici attinenti al Voyager dell'Aquatek, adottato per i nostri corsi.

Il Voyager è un rebreather modulare omologato secondo la nuova normativa CE 14143; attualmente gli apparecchi in commercio che possono vantare questa speciale omologazione sono solo Voyager, il Buddy Inspiration e il Submatix).
La modularità della macchina nasce da un'esigenza prettamente didattica, concettualmente il rebreather a circuito chiuso è di fatto il sistema più efficiente, sia sotto l'aspetto dei consumi sia sotto l'aspetto della gestione della miscela per le immersioni subacquee.

lagoorta_0170.jpgNonostante ciò, le tecniche di immersione, rispetto ad un circuito aperto, sono certamente diverse, non difficili, non più pericolose, ma semplicemente diverse.
Per un subacqueo, anche esperto, l’approccio diretto dal circuito aperto (il normalissimo ARA) al circuito chiuso risulta effettivamente non semplice. Esso oltre al dover acquisire un certo feeling con il nuovo sistema di immersioni, deve pianificare e gestire la sua immersione in modo diverso.
Queste nuove operazioni possono costituire, anche per un sub esperto, un carico di lavoro eccessivo e non facilmente gestibile se non adeguatamente preparato ed addestrato; inoltre alcune situazioni nelle immersioni in circuito chiuso vanno gestite in maniera differente rispetto al circuito aperto; le abitudini e gli automatismi acquisiti con l'ARA risultano difficili da rimuovere e quindi una risposta ad un qualsiasi e anche banale problema potrebbe non essere così immediato e automatico.

Qualcuno si ricorda dei  problemi che aveva affrontato utilizzando per la prima volta in piscina il semplicissimo ARO? Ce ne siamo accorti io e Bruno (oltre a Gianni e Marco) nelle prime immersioni al Lago d'Orta, dove darci degli imbranati sarebbe stato il minimo.
Per questo motivo il costruttore triestino ha scelto di realizzare un rebreather modulare, ovvero un sistema che possa evolvere in base al livello di conoscenza che il subacqueo acquisisce con lo svolgimento dei vari step didattici; questo si sposa benissimo con il nostro sistema di insegnamento, basato sulla progressione. Il Voyager nasce come circuito semichiuso meccanico (SCR). Per iniziare l'approccio il subacqueo inizia con il corso SCR rec. 1, ovvero un livello di ingresso dove la macchina è configurata in versione semichiusa, i limiti del corso sono i 30 m di profondità e le immersioni vengono condotte entro curva di sicurezza.

lagoorta_0077.jpgL'obiettivo di questo corso è quello di permettere al subacqueo un semplice ed efficace approccio al sistema rebreather.
Tramite l'impostazione di un flusso costante, che l'Allievo impara a pianificare durante il corso, ottiene una miscela respiratoria nitrox a frazione fissa quindi, di fatto, in questa fase imparerà semplicemente a gestire la nuova attrezzatura; ma per quel che riguarda l'immersione, ovvero le fasi di pianificazione e conduzione, le tratterà come se usasse un circuito aperto con frazione di nitrox. In questo modo il subacqueo sarà concentrato esclusivamente sulla gestione della macchina.
Alla fine del corso l'allievo dovrà fare alcune ore di immersione esperienza per poter aver accesso al secondo corso denominato SCR rec. 2.
A questo punto l'allievo avrà iniziato ad acquisire un buon feeling con la macchina e potrà pensare di estendere il suo range operativo aumentando il livello di attività in immersione.
In questo corso l'allievo impara a misurare tutti i suoi parametri fisiologici tra i quali il più importante è legato al consumo metabolico di ossigeno in immersione in diverse condizioni, impara a misurare la quantità di ossigeno presente nel suo rebreather e inizia a controllare in maniera semplice la pressione parziale dell'ossigeno.

lagoorta_0104.jpgLa conoscenza di questi nuovi parametri gli permetterà di aumentare il suo feeling con la macchina e di controllare durante l'immersione le varie fasi della stessa. Tutto ciò prelude al terzo corso che è il CCR rec.3 (CCR = circuito chiuso).
Dopo un adeguato numero di ore d'immersione l'allievo potrà accedere al corso CCR rec.3; da questo punto in poi l'approccio al mondo subacqueo cambierà e l'allievo sarà in grado di sfruttare al meglio la macchina in CCR dal momento che per lui, data l'esperienza accumulata ed i corsi precedenti svolti, la macchina non rappresenterà più una novità, ma il feeling sarà ormai completo e potrà quindi dedicarsi a sfruttare al massimo i vantaggi dati da un CCR.
Arrivare gradualmente all'utilizzo del CCR permette al subacqueo di riadattarsi al nuovo sistema di immersione, perdendo tutti quelli automatismi legati al circuito aperto ed acquisendone altri legati al circuito chiuso; l'errore più comune che normalmente fa un sub in CCR è quello di continuare a ragionare come se fosse in circuito aperto, in realtà lui non deve fare più o meno cose, ma le deve fare diversamente.
Il Voyager è una macchina modulare e nella configurazione standard è un apparecchi a circuito semichiuso. Con una nuova configurazione e con pochissimi accessori la stessa macchina diventa a circuito chiuso; questa modularità è stata studiata non certo per motivi commerciali, ma viceversa per esigenze prettamente didattiche.

lagoorta_0156.jpgL'apparecchio è omologato per immersioni con miscela azoto ossigeno in SCR fino a 40 m ed in CCR con ossigeno e diluente contenente elio fino a 100 m, il tutto in conformità con la direttiva CE EN14143.
Oltre alla configurazione prettamente tecnica dell'alimentazione per il passaggio da SCR a CCR, nella macchina stessa devono venir inseriti dei sistemi di monitoraggio della pressione parziale di ossigeno.
In utilizzo SCR rec.1 la macchina può essere utilizzata senza monitoraggio, nel SCR rec.2 c'è obbligatorietà di almeno un monitor mentre nel CCR rec.3 è indispensabile avere almeno 2 monitor; qualora il subacqueo facesse immersioni fuori curva diventano obbligatori almeno 3 monitor.
Questi sistemi di monitoraggio sono facilmente applicabili alla macchina e ne completano la configurazione ai vari livelli.
Dal 2002 Aquatek collabora con l'università di Bruxelles e successivamente con il Dan per uno specifico programma di ricerca, finalizzato a conoscere i vari parametri fisiologici relativi alle immersioni con rebreather che sono a tutt'oggi o sconosciuti o acquisiti con strumenti e metodi obsoleti e quindi superati, e  perché rilevati in genere da prove fatte a secco in camera iperbarica, mentre nel progetto di ricerca Aquatek tutti questi parametri vengono monitorati direttamente in immersione.
lagoorta_0161.jpgLa convinzione è che la diffusione dei rebrether sia strettamente legata all'importanza della parte didattica che di fatto permette al subacqueo di utilizzare il suo rebrether nella maniera più sicura ed efficace.
Con questi presupposti è nata la macchina prescelta, la sua modularità sta dando dei risultati ben oltre le aspettative del progetto.
Di fatto diversi profondisti ed esploratori di grotte lo stanno utilizzando in condizioni realmente estreme, questo ha dato e dà la possibilità al costruttore di mantenere sempre evoluto il proprio sistema in modo da garantire ottime performance e sicurezza.
A noi certamente non interessano i record, ma sapere che la macchina adottata è stata utilizzata a profondità 647 volte superiori ai nostri limiti sportivi e in condizioni veramente estreme (vedi performance di Casati) può sinceramente rassicurare.

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