La Camera Iperbarica di Marina di Camerota

Durante il nostro soggiorno a Marina di Camerota, in occasione del Raduno Nazionale FIAS, abbiamo fatto amicizia con il Dott. Bosco Direttore del CEMSI, l'Istituto Salernitano di Medicina Iperbarica, e responsabile della locale Camera Iperbarica, che gentilmente ci ha fatto testare la Camera e ci ha dato delucidazioni in merito a questa macchina tanto cara ai sommozzatori quanto sconosciuta e quantomai ..... scongiurata.

Servizio iperbarico di Marina di Camerota-Distretto Sanitario SA 3
Servizio iperbarico del litorale cilentano per il soccorso sanitario delle emergenze subacquee.

Associazione IL PUNTO in collaborazione con il CEMSI

L'attività di assistenza ai subacquei del centro di Marina di Camerota ha avuto inizio il 23 Aprile 2005.
La manutenzione e il ripristino dell'erogazione aria della camera iperbarica sono stati effettuati con il sig. Mari Vincenzo e il tecnico iperbarico Sig. Nicola Catone.
Quest'anno lo stato di allerta anticipato è stato dovuto ad una interessante manifestazione subacquea promossa dalla Federazione Nazionale Attività Subacquee.

Circa 120 subacquei provienenti da ogni parte d’Italia hanno goduto dei meravigliosi paesaggi naturalistici lungo la costa del porto di Palinuro e di Marina di Camerota.

Il personale CEMSI, oltre ad offrire servizio di assistenza sanitaria in caso di emergenza sub con una reperibilità h 24 nei giorni 23, 24 e 25 aprile, ha promosso un servizio di prevenzione dei rischi legati all’attività sub attraverso seminari e visite guidate presso la camera. Tale attività, grazie anche alla sensibilità della scuole sub del territorio, è divenuta parte integrante del normale lavoro didattico dei diving.

Personale CEMSI allertato per i tre giorni:

Gerardo Bosco, medico specialista in medicina subacquea ed iperbarica
Nicola Catone, tecnico iperbarico e supervisore tecnico CEMSI
Paolo Gay, tecnico iperbarico o un infermiere

Dir Tecn Sanitario CEMSI
Gerardo Bosco

Modalità di accesso alle terapie iperbariche per patologie non subacquee 

Per effettuare la terapia iperbarica è necessaria una visita preventiva di idoneità che potrà essere eseguita, a titolo gratuito, previa prenotazione e presentando presso il CEMSI la richiesta del medico su ricetta bianca.

All'atto della visita, il paziente deve presentare la seguente documentazione: richiesta del Medico di base o del Medico Specialista su ricetta bianca con indicazione della patologia (come da elenco) e la eventuale sede anatomica di lesioni
RX Torace standard recente
referto visita cardiologica recente con elettrocardiogramma
eventuale altra documentazione pregressa 
 
Nel corso della visita preventiva al paziente verranno trasferite tutte le informazioni necessarie sulle procedure e sui tempi del trattamento

Cos'è l' Ossigenoterapia Iperbarica

L'ossigenoterapia iperbarica è una metodologia basata sulla somministrazione di ossigeno puro in particolari ambienti che vengono pressurizzati ad una pressione superiore a quella atmosferica, in camere iperbariche pressurizzate ad aria. I principi su cui si basa questa terapia derivano da leggi fisiche dei gas che regolano l'assorbimento e la diffusione tissutale, da principi di fiologia e dalla conoscenza della farmacologia dell'O2.

La somministrazione dei O2 alle concentrazioni che si raggiungono in iperbarismo espleta diversi effetti:

  • fornisce O2 ai tessuti ischemici
  • ha azione batteriostatica e/o battericida nei confronti di microrganismi anaerobi e non
  • ha azione antiedema
  • ha azione antinfiammatoria ed antireattiva
  • determina vasocostrizione del distretto sano permettendo una perfusione preferenziale in quello ischemico
  • accellera la demarcazione tra tessuto certamente necrotico e quello ischemico recuperabile
  • favorisce la produzione di collagene
  • attiva l'osteogenesi e la deposizione di calcio
  • aumenta la permeabilità della barriera ematoencefalica

Il trattamento viene effettuato con l'assistenza ed il controllo costante di personale medico specializzato in medicina iperbarica, e di tecnici iperbarici qualificati.

Si tratta di una modalità terapeutica moderna e sicura i cui effetti sono stati confermati da una vasta produzione di lavori scientifici e, sopratutto, dall'indubbia efficacia provata da migliaia di pazienti affetti dalle più svariate patologie.

Questa moderna terapia ha ormai una vasta produzione di lavori scentifici, con ben 3500 voci bibliografiche in capitolo; in campo internazionale si assiste ad un continuo incremento degli impianti e dei centri iperbarici ( attualmente operano 400 centri in URSS, 160 in USA e 30 in ITALIA).

Come avviene un trattamento

L'aumento di pressione all'interno della camera iperbarica si ottiene immettendovi aria compressa. La fase di compressione (o di "discesa") avviene a velocità non superiore ai 3 mt/min. per permettere il superamento delle differenze di pressione con semplici manovre di compensazione. Raggiunta la quota prestabilita (12 o 18 mt secondo la patologia da trattare) i pazienti indossano la mascherina oronasale e cominciano a respirare ossigeno puro erogato ad una pressione corrispondente a quella della camera. Salvo il trattamento di particolari patologie, i pazienti respirano ossigeno iperbarico per tre periodi di 20 o 25 min. intervallati da un periodo di 3 o 5 min. ad aria. La fase di decompressione (o di risalita) avviene ad una velocità di circa 0,7 - 1 mt/min. ed i pazienti continuano a respirare ossigeno sino alla quota di 6 mt.

 

ELENCO PATOLOGIE CONVENZIONATE S.S.N.

Actinomicosi refrattaria
Disturbi sfinterici in medullolesi
Embolia gassosa arteriosa
Enterite, proctite, cistite da radiazioni
Fratture a rischio
Gangrena gassosa
Gangrena umida delle estremità in diabetici
Infezione dei tessuti molli da flora batterica mista
Insufficienze arteriose periferiche, solo se non curabili altrimenti
Intossicazione da cianuro e da sostanze metaemoglobinizzanti
Intossicazione da fumi d'incendio
Intossicazione da monossido di carbonio
Intossicazione da tetracloruro di carbonio
Ischemia acuta traumatica
Lesione o sindrome da schiacciamento
Malattia da decompressione
 Mielite da radiazioni
Osteomielite acuta
Osteomielite refrattaria cronica
Osteoporosi postraumatica (m. di Sudeck) o a rischio osteoradionecrosi
Piaghe torpide da traumi, ustioni termiche ed elettriche, decupiti
Protesi infette non cementate
Pseudo artrosi infette
Radionecrosi dei tessuti molli
Retinite pigmentosa
Retinopatia ischemica diabetica
Sordità improvvisa d'origine barotraumatica o vascolare
Trapianti cutanei a rischio
Traumi del midollo spinale
Trombosi dell'arteria o vena centrale della retina
Ulcera da insufficienza arteriosa e venosa
Ustioni esterne o malattia da ustione 
 
Quali sono gli effetti dell' ossigeno iperbarico alle dosi terapeutiche

• Aumento della tensione di O2 nel sangue arterioso e venoso.
• Aumento della tensione tissutale di O2.
• Riassorbimento di edemi per la vasocostrizione da O2 e ripristino della funzione cidica leucocitaria.
• Migliore funzione di osteociti e fibrociti, facilitata neoformazione microvascolare, deposizione di collagene.
• Ripristino funzionale di cellule o apparati sofferenti.
• Effetto batteriostatico e/o battericida nei confronti di microorganismi anaerobi e non.
• Ripristino funzionale della citocromo ossidasi A3 e "displacement" HbO2>>HbCO (massaction) nei casi di intossicazione da CO, fumo, cianuri e ritenzione respiratoria di CO2.

Il lavoro del Dott. Bosco non si ferma ai trattamenti in camera iperbarica ma si svolge anche in merito alle ricerche in materia di iperbarismo applicato alle patologie e all'attività subacquea.

RICERCHE CEMSI

L’APNEA VOLONTARIA NELL’UOMO: EFFETTO DELL’ORA DEL GIORNO E DELLA CHEMOSENSITIVITA’.

Collaborazione: CEMSI, Human Physiology Laboratory (G. d’Annunzio University of Chieti) e Section of Physiology (MCGILL University of Montreal).

Premessa

La durata di un periodo di cessazione del respiro (apnea) dipende fondamentalmente dal progressivo stimolo ipercapnico (aumento del CO2) e ipossico (calo dell’O2) a livello dei recettori periferici (sangue arterioso) e centrali (liquido cerebro-spinale). Quindi, i fattori fisiologici principali che regolano la durata di un’apnea sono due, il metabolismo e la chemosensitivita’. Un aumento del primo accelera la produzione di CO2 e il calo di O2, riducendo la durata dell’apnea. Un aumento della chemosensitivita’ significa una maggiore sensibilita’ all’ipossia e l’ipercapnia, e quindi accorcia la durata dell’apnea.
Nel caso dell’apnea volontaria dell’uomo (breath-holding) fattori corticali si aggiungono ai fattori autonomici, e possono, entro certi limiti, volontariamente inibirli, quindi prolungando la durata dell’apnea.
Nell’uomo, come in altri mammiferi, sia il metabolismo che la chemosensitivita’ variano nelle 24 ore, secondo ritmi circadiani comuni a molti altri parametri.
Quindi, nasce la domanda:
“ La durata dell’apnea volontaria nell’uomo e’ costante o varia nelle 24 ore?”
L’ipotesi e’ che potrebbe variare se metabolismo e chemosensitivita’ oscillassero di pari passo.
Per esempio, se nelle ore notturne entrambe fossero ridotte (come alcuni dati suggeriscono), allora ci si aspetterebbe che le apnee volontarie nelle ore notturne possano essere piu’ lunghe che nelle ore diurne.

Ipotesi

L’apnea volontaria nell’uomo non e’ costante nelle 24 ore, ma oscilla con il metabolismo e la chemosensitivita’.
Per esaminare l’ipotesi, si confronteranno due periodi, le ore mattutine e quelle serali

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