Fumare e l'attività subacquea - di Pasquale Longobardi

Molti subacquei hanno l’impellente vizietto di ricaricarsi fumando l’ammaliante sigaretta. Di seguito analizziamo le implicazioni del fumo sull’attività subacquea. Iniziamo sottolineando che il polmone è uno degli organi più importanti per la vita visto che, tra le altre cose, consente di ossigenare il sangue.
Il fumo, determinando una riduzione della quantità di ossigeno nel sangue, riduce la durata delle immersioni in apnea. Pertanto, se volete delle apnee più lunghe, non fumate proprio prima dell’immersione. Questo utile suggerimento è valido anche per le immersioni con autorespiratore, perché nel fumo ci sono alcuni gas nocivi, come l’anidride carbonica e il monossido di carbonio, che in profondità, a causa della maggiore pressione ambientale, diventano più dannosi (vi è un aumento della loro pressione parziale).

Il subacqueo fumatore deve inoltre prestare maggiore attenzione alla compensazione dell’orecchio medio e dei seni paranasali durante la discesa verso il fondo, dato che il fumo aumenta la produzione di muco e diventa più difficile sbloccare l’orecchio.
A tale riguardo, spesso sento dire: «Ogni volta che smetto di fumare è peggio, divento pieno di catarro e non riesco a compensare». È vero: ci sono studi che hanno dimostrato che per circa una settimana, dopo aver sospeso il fumo, aumenta la quantità di muco prodotto; quindi, se volete compensare meglio, dovete smettere di fumare almeno una settimana prima del periodo programmato per le immersioni. Se vi riesce, perché non sospendete per sempre?
È generalmente consigliabile che il subacqueo fumatore che si immerge con autorespiratore ad aria o a miscele aumenti il tempo della tappa di sicurezza alla profondità di cinque metri, rispetto al subacqueo non fumatore. Difatti, nel fumatore l’azoto si libera più lentamente durante la decompressione, perché il fumo comporta una perdita di elasticità del polmone, che diventa più “rigido”. Se fumate, un altro consiglio è quello di praticare almeno un po’ di allenamento fisico, perché in immersione avete la tendenza ad affannarvi più facilmente, in quanto il fumo causa un aumento del lavoro respiratorio, del consumo di ossigeno e della produzione di anidride carbonica.

A lungo termine...
La maggior parte dei rischi legati alle sigarette, relativamente all’attività subacquea, sono correlati alle conseguenze a lungo termine del fumo. Normalmente, sulla parete interna delle condutture di passaggio dell’aria, dalla bocca fino agli alveoli, ci sono delle ciglia che lavorano alacremente per rimuovere un leggero strato di materiale vischioso che serve per intrappolare le inevitabili impurità dell’aria inspirata (polvere, polline e altro). Il fumo causa la paralisi delle ciglia e così si ha un ristagno del muco, con la formazione di un tappo che blocca le vie aeree. Con il passare del tempo, questo tappo di muco diventa pericoloso per il subacqueo, perché a un certo punto, durante un’accidentale risalita rapida, può impedire ad alcune zone del polmone di essere ventilate normalmente e, in teoria, aumenta la probabilità di uno scoppio del polmone con possibile passaggio dell’aria dal polmone rotto nel sangue, cioè un’embolia gassosa arteriosa traumatica (Ega).
Tranquilli! In realtà, quando il fumo inizia a ostruire le vie aeree, il respiro diventa così corto che non c’è più la voglia di immergersi né di sostenere anche il più piccolo sforzo.
È bene conoscere i rischi potenziali solo perché è saggio che ogni anno vi sottoponiate a una visita di idoneità medica con l’esame del respiro (spirometria). Il medico vi dirà se i test di funzionalità polmonare risultano anomali. In tal caso, l’immersione va sconsigliata quando coesiste un’alterata reattività delle vie aeree agli stimoli esterni, tipo asma, oppure quando il fumatore necessita di assumere dei farmaci per controllare il respiro.
Un quesito frequente riguarda l’utilizzo in immersione dei cerotti alla nicotina, assunti come sostituto del fumo.
Non si conoscono le possibili alterazioni fisiologiche provocate dall’associazione della nicotina con l’immersione, specialmente se in acqua fredda. Comunque, gli effetti della nicotina contenuta nel cerotto non dovrebbero essere molto diversi da quelli della nicotina contenuta nel fumo di sigaretta. La differenza è che il cerotto rilascia una quantità minima e costante nel tempo di nicotina; invece, se il fumatore si immerge subito dopo aver fumato una sigaretta, porterà con sé un bel carico di nicotina e di monossido di carbonio.
Un problema relativo al cerotto è che, una volta che si è impregnato di acqua salata, potrebbe non rilasciare il farmaco in maniera ottimale. Inoltre, l’acqua salata potrebbe aumentare la possibilità di dermatite da cerotto, un effetto collaterale che è già abbastanza elevato nell’utilizzo dei cerotti.

Quali sono le conseguenze del fumo di sigaretta per il subacqueo?
Sia per chi scende in apnea sia per chi sceglie le bombole, il fumo di sigaretta comporta delle limitazioni nell’efficienza fisica. Nell’apneista, preoccupa l’aumento della quantità di monossido di carbonio nel sangue, che riduce drasticamente i tempi di apnea. Vi è una decurtazione della massima capacità ventilatoria (Mvv) e un’alterazione della distribuzione della ventilazione e, quindi, degli scambi gassosi alveolo-capillari: ossia, minore possibilità di ossigenazione e di eliminazione dell’anidride carbonica (nella fase di preparazione all’apnea) e pertanto una ridotta efficienza.
Nel sub che si immerge con autorespiratore ad aria o a miscele, a causa delle diminuite capacità ventilatorie e delle modifiche della struttura polmonare, si ha una riduzione dell’efficienza del polmone come scambiatore di gas (per effetto dell’aumento del tempo di scambio del compartimento lento) e quindi anche di azoto, una perdita di elasticità del polmone che diviene più “rigido”, con conseguente aumento del lavoro di ventilazione (l’aumento del lavoro respiratorio comporta un aumento del consumo di ossigeno e un aumento della produzione di anidride carbonica, con conseguente affanno che compromette la sicurezza dell’immersione); una condizione di ostruzione bronchiale e di infiammazione cronica aumentano il rischio di intrappolamento del gas (gas-trapping) a livello alveolare. Queste cose comportano un aumento del rischio sia di incidente da decompressione (Dci o Mdd) che di sovradistensione polmonare con embolia gassosa arteriosa traumatica (Ega).

I danni del fumo
Uno dei componenti del fumo più pericolosi e più facilmente misurabili è il monossido di carbonio, conosciuto anche come “veleno bianco”, che è un gas velenoso inodore, incolore e insapore. Il monossido e l’ossigeno si legano allo stesso sito sull’emoglobina dei globuli rossi, ma il monossido è 220-290 volte più veloce rispetto all’ossigeno e pertanto gli porta via il posto, con la conseguenza che il sangue e i tessuti sono meno ossigenati. Inoltre, il monossido irrita i globuli bianchi, le cellule del sangue deputate alla difesa.
Un fumatore ha sempre un po’ il sangue intossicato dal monossido: ai fini della subacquea, è importante che tale intossicazione non superi le 10 ppm (parti per mille) per volume di sangue, equivalente a una percentuale di monossido legato all’emoglobina dello 0.001%. In realtà, un fumatore arriva facilmente ad avere fino al 10-15% di emoglobina intossicata.

Molla la sigaretta!
Quanti buoni motivi ci sono per smettere di fumare? La lista è lunga, vediamone alcuni, anche se perdere questo vizio non è affatto facile. La percentuale di fumatori nei paesi occidentali è in calo, in Italia siamo arrivati al 32% circa, cioè un fumatore ogni tre persone. Questo vuol dire che i fumatori sono in minoranza. Secondo la Lega Tumori, le industrie del tabacco non stanno a guardare e a suon di miliardi sono a caccia di nuovi clienti per recuperare il terreno perduto sia nei paesi ricchi (dove i bersagli preferiti sono i giovani e le donne) sia nei paesi del terzo mondo.
Howard Barnum, economista della Banca Mondiale, sostiene che il mercato mondiale del tabacco produce una perdita complessiva di 200 miliardi di dollari statunitensi annui, considerate le spese per sostenere la salute dei fumatori.
A onor del vero, tutti i principali studi economici negli ultimi vent’anni rilevano che la società trae notevoli benefici dal fumo perché, tutto sommato, esiste un netto trasferimento di soldi che va dai fumatori ai non fumatori attraverso le tasse che gravano sulle sigarette.
Non ci cascate. La maggior parte dei fumatori ha preso l’abitudine da giovane. I ragazzi che rinunciano alle sigarette, con molta probabilità, rimarranno non fumatori per tutta la vita.
Tossendo... e ansimando. «Fumo poche sigarette al giorno: non mi può fare alcun male, giusto?» Non è così. Il fumo provoca tosse, mancanza di respiro, riduzione nello sviluppo dei polmoni, vertigini, mal di testa, aumento delle infezioni respiratorie e disturbi di tipo asmatico.
Tutte cose che certamente non allungano i tempi di apnea e non migliorano il senso di benessere durante l’immersione! Il fumo... non vi fa belle. Care subacquee fumatrici: lo sapevate che il fumo danneggia la pelle, rendendola opaca e meno elastica?
E che cosa dire delle macchie gialle lasciate dalla nicotina sui denti e sulle dita? E la puzza di fumo nel fiato, nei capelli, nei vestiti? L’attività subacquea è energia, movimento e vi ossigena, vi fa diventare belle, estroverse e piacevoli: perché mandare tutto in fumo?
Non vi molla più. «Tanto smetto quando voglio». Ma è proprio così? Secondo alcune ricerche, il 40% dei giovani fumatori ha tentato almeno una volta di smettere e non c’è riuscito. La nicotina può provocare dipendenza fisica e psicologica, proprio come una droga. Per questo è meglio non iniziare. In ogni caso, smettere non è impossibile, anche se richiede un notevole sforzo.
Sigarette o biberon? Fumare fa fico? Spiacente, fa solo... fumo e basta. Molti che fumano per darsi un tono nascondono dietro la sigaretta la propria insicurezza. Alcune ricerche indicano che i non fumatori hanno maggiore successo scolastico o professionale e hanno più fiducia in se stessi rispetto ai fumatori. Sarà per questo che non sentono il bisogno di mettersi in bocca un sostituto del ciuccio. Immergetevi più spesso e mollate la sigaretta, è un consiglio da amico.
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