F.I.A.S: La didattica «mediterranea»

Trent’anni da poco e non li dimostra. Aggiornamento continuo e tradizione fusi assieme, soprattutto nella formazione istruttori. Dunque manuali, kit didattici, supporti audiovisivi, procedure e standard, per un approccio davvero formativo all’immersione, rivisti e perfezionati con sistematicità da un Centro Tecnico Nazionale di natura esclusivamente tecnico-didattica.

Un’organizzazione che, pur conoscendo le tendenze dei vari tipi di pubblico subacqueo, è attenta soprattutto alle richieste dei propri associati, in modo da proporre loro attività che ne incontrino le preferenze, ma improntandole sempre all’approfondimento.


Per mantenersi adeguata alle mode che cambiano, ma senza seguirle ciecamente. Nella consapevolezza che preferire la qualità è sempre una scelta vincente. In piscina, in mare e anche sul Web. Dove infatti, oltre al sito istituzionale della Federazione, ne troviamo un altro, esempio dell’intraprendenza del tessuto associativo di Circoli e Club con cui la Fias si dirama sul territorio del nostro Paese: è quello del «Calypso sub» di Arezzo.
E forse non è per caso che l’organizzazione nazionale abbia scelto proprio questa città per festeggiare l’anno scorso il suo trentennale. Con uno splendido convegno ricco di importanti anticipazioni, naturalmente. I cui atti sono ancora disponibili a richiesta via e-mail. Perché la qualità sia di tutti coloro che la cercano.

La Federazione Italiana Attività Subacquee nasce nel 1972, con un motto che in quel momento fu anche una sfida – poi vinta – ma nel quale l’organizzazione si identifica tutt’oggi: «La Federazione dei subacquei, creata dai subacquei per i subacquei». Si articola attualmente in 20 Punti-mare, 96 Circoli e 36 Sezioni Territoriali, che significano nel complesso una presenza capillare diramata in tutte le regioni italiane. Questa struttura tipicamente associazionistica, che rappresenta oggi un patrimonio spesso invidiato perfino dalle organizzazioni commerciali, consta di un apparato tecnico parallelo, cioè in ogni Sezione Territoriale c’è il cosiddetto Centro Tecnico Provinciale, che fa capo a sua volta al Centro Tecnico Nazionale. 

In questo modo, pur con differenti competenze e ruoli, dirigenti e istruttori possono canalizzare proficuamente il proprio appassionato contributo, a vantaggio di tutti gli associati. Il sistema assicura anche una evoluzione continua e omogenea, senza che vadano perdute quelle prerogative che contraddistinguono l’organizzazione e che si riconoscono nello slogan di questi ultimi anni: «nel rispetto, in sicurezza, con amore».
E in effetti, in onore al nuovo motto, si scopre che la Fias – come racconta il suo Presidente nazionale Bruno Galli – è stata «la prima organizzazione subacquea in Italia a interessarsi di tutela dell’ambiente sommerso; la prima ad operare nell’ambito della Protezione Civile; la prima ad istituire brevetti di specializzazione ed esami per istruttori dedicati alla conoscenza approfondita del mondo marino».

Tutti i brevetti
In Fias sono presenti tutti i corsi e i brevetti per acquisire ogni livello di capacità subacquee. La filosofia di fondo che anima l’intero percorso formativo, improntata alla serietà nella preparazione, lo fa apparire essenziale, senza fronzoli né compromessi con le leggi del mercato. Quel che c’è è anche esattamente ciò che serve. Dunque, troviamo in parallelo tre linee didattiche: una di Formazione, con i corsi Base, Junior, Ara, Ara Estensione; una Didattica propriamente intesa, che comprende tra gli altri i corsi per Allievo Istruttore, Istruttore e Maestro Istruttore; e una di Specializzazione, che racchiude numerosissime specialità e, naturalmente, l’Apnea. Gli standard godono di tutte le certificazioni di riconoscimento internazionali, sia secondo l’«RSTC» che la «CMAS», nonché nazionali dello CSA.In-CONI, stante anche il ruolo Fias di componente del CIAS. Vediamone di seguito lo schema globale e il dettaglio dei contenuti dei più significativi.

Linea di Formazione
Corso Junior
Base
Ara
Ara Estensione

Linea Didattica
Allievo Istruttore
Aspirante Guida Nuoto in Acqua Viva
Guida Nuoto in Acqua Viva
Istruttore Ara
Istruttore di Nuoto in Acqua Viva
Istruttore Fotosub
Istruttore Immersioni Avanzate con Aria
Istruttore Nuoto Attrezzato
Istruttore Videosub
Maestro Istruttore

Linea di Specializzazione
Aro
Apnea
Archeologia Subacquea
Biologia Marina
Corso Acqua Viva 1°
Corso Acqua Viva 2°
Corso Minisub
Fotosub
Guida Subacquea
Immersioni Avanzate 1° livello
Immersioni Avanzate 2° livello
Immersioni in Alta Quota
Immersioni in Grotta
Immersioni Notturne
Immersioni sotto il Ghiaccio
Immersioni su Relitti
Nitrox
Nuoto Attrezzato
Primo Soccorso
Ricerca e Recupero
Salvamento Sub
Snorkeling
Uso delle Mute Stagne
Videosub

Il «Base», ad esempio, abilita a immersioni con Ara entro la profondità di 20 mt, con un compagno avente brevetto di pari livello, comunque dentro curva di sicurezza. L’«Ara», invece, consente di effettuare immersioni con autorespiratore fino a 30 mt e che non prevedano decompressione. L’«Ara Estensione» permette di essere considerato esperto nella pratica di immersioni impegnative, limitatamente alla profondità massima di 40 mt e in curva di sicurezza, non prevedendo decompressione. Naturalmente, sussiste un’adeguata propedeuticità dell’uno rispetto al successivo: per conseguire l’Estensione, occorre avere già non solo il livello Ara ma anche un bagaglio certificato di almeno 10 immersioni – aggiuntive a quelle didattiche – e 2 brevetti di specializzazione entro la fine del corso. Ma vediamo anche, sempre a titolo d’esempio, quella che è un po’ l’attuale punta di diamante della didattica Fias per l’immersione: il corso e brevetto «I.A.A. – Immersione Avanzata in Aria».

Un corso «particolare»
L’esigenza di strutturare un’adeguata formazione per l’immersione profonda ad aria nasce dal constatare che «…da sempre si è andati “più giù” – come riferisce il Presidente Bruno Galli – e, oggi come oggi, negarlo sarebbe un po’ come fare gli struzzi. Allora, se si vuol scendere più a fondo, facciamolo bene!» In effetti, vien da pensare non solo che questa impostazione incontra la miglior tradizione storica della Fias, ma anche che le caratteristiche stesse del nostro Mediterraneo pongono spesso gli appassionati di fronte a immersioni mediamente un po’ più profonde di altri mari. Inoltre, chi ha detto che per «immersioni tecniche» debbano intendersi solo quelle superprofonde con l’uso delle miscele? Secondo molti – tra cui il Direttore del Centro Tecnico Territoriale Fias di Arezzo, Marco Roggi – «quella dell’immersione tecnica più che una moda dovrebbe finalmente diventare un nuovo atteggiamento mentale, una filosofia d’immersione, che non guasta affatto nemmeno nelle immersioni più impegnative ad aria». «E qui – prosegue ancora Galli – non si può più dare spazio alle semplificazioni o alle scorciatoie. Portiamo pure tutti sott’acqua, facciamo scoprire quest’universo meraviglioso, ma, se parliamo di immersioni tecniche, non c’è spazio per alcuna deroga. Non è più, a questo punto, uno sport per tutti, ma solo per chi è tecnicamente e anche fisicamente preparato. E in questo ci riferiamo sia agli istruttori che agli allievi». Infatti – conclude Roggi non senza una giusta punta d’orgoglio – «il corso d’Immersione Avanzata in Aria, suddiviso nei due livelli progressivi dei – 50 mt e dei – 60 mt, nonché nel livello Istruttore di questa branca, è un corso comunque dedicato principalmente a tutti gli Istruttori, che ne trarranno un sicuro vantaggio anche nel gestire al meglio un’immersione con allievi ai – 40 mt»

Le altre attività
Nella nostra visita in casa Fias scopriamo molti altri fiori all’occhiello dell’organizzazione. Storica la collaborazione e gli accordi con lo Stato, tramite i Ministeri di pertinenza, nel campo della Protezione Civile e del «Sociale», come unico organismo riconosciuto in Italia per il «Soccorso Subacqueo»: in quest’ambito, addirittura una menzione speciale per la decorazione al valore civile in esito alla partecipazione Fias del 1999 a operazioni governative italiane all’estero, come la Missione Arcobaleno in Albania, Comiso, ecc, e il concorso con altre organizzazioni italiane all’istituzione del «Corpo Nazionale di Soccorso Fluviale». Di recente, il Vicepresidente e Responsabile della Protezione Civile della Fias Luigi Alessandro è stato nominato dal Sottosegretariato di Stato al Ministero degli Interni «Coordinatore del gruppo di lavoro per l’elaborazione delle norme relative all’impiego delle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile nelle Attività Subacquee». In tale normativa è prevista la formazione presso il centro di Castelnuovo di Porto di un primo gruppo di istruttori subacquei specializzati in operazioni di Protezione Civile quali «preparatori» dei futuri operatori subacquei di questa attività. E veniamo all’impegno nel Turismo, ma inteso in senso Ambientale: la Fias prosegue e rilancia il suo tradizionale legame con il Touring Club Italiano sulla gestione delle attività subacquee nei Diving «Continente Blu», soprattutto quelli dei villaggi storici di La Maddalena, Isole Tremiti, Marina di Camerata e Torre Ruffa (Tropea). Si tratta di una gestione senz’altro molto impegnativa, ma che ha conferito alla Fias l’opportunità di una finestra sul mondo del turismo, attraverso la quale ha potuto farsi apprezzare anche al di fuori dei propri ambiti tradizionali. Per la dirigenza Fias i progetti futuri consistono nello sviluppare questa sinergia cercando di concentrare le attenzioni principalmente sui giovani e quindi fornendo loro corsi specifici, a partire dai 9 anni d’età, con particolare attenzione all’«educazione marina». In questa ottica si pongono dunque i corsi Minisub, impostati secondo il modello del corso Base, ma senza un’eccessiva enfasi – che impaurirebbe soltanto il piccolo – su rischi, incidenti e aspetti troppo tecnici, bensì calati nella curiosità dell’entrata in contatto con l’entusiasmante spettacolo della vita che si svolge sotto le onde. Un sussidio didattico speciale, sottoforma di un libro di Biologia Marina per bambini, curato da Adriano Madonna, dal titolo significativo di «Gioco Mare», accompagna l’insostituibile e delicatissimo ruolo di «maestro» che l’Istruttore di minisub è chiamato a svolgere in questi casi. Un Istruttore con un compito talmente ad hoc che la Federazione si preoccupa di mantenerne adeguata la formazione soprattutto tramite convegni mirati. Una vera «perla», è proprio il caso di dirlo, è stata quella di ideare un concorso Nazionale di Fotografia subacquea riservato ai bambini, con l’uso in pochi metri d’acqua di Fotocamere tipo usa e getta e le Foto accompagnate poi dal racconto dell’esperienza così vissuta, naturalmente col corredo di tanti premi simpatici e le opere dei piccoli vincitori pubblicate sul sito internet della Federazione. Proprio come novelli naturalisti e documentaristi. Cui appartiene il futuro della nostra subacquea.

Il Convegno del Trentennale
Il 27, 28 e 29 Settembre 2002 la Fias celebra il proprio trentennale dalla fondazione ufficiale ad Arezzo, con un’iniziativa che farà parlare di sé ancora per un bel pezzo: un Convegno, dedicato agli Istruttori, prodigo di relatori di alto profilo e prestigio indiscusso nel mondo culturale subacqueo, che hanno regalato alle cronache nazionali contenuti di notevole anticipazione nei rispettivi campi. Suddivisi in due sessioni consecutive: una di «Aggiornamenti in medicina subacquea» e l’altra sulla «Comunicazione e promozione interna ed esterna». È sufficiente scorrerne i titoli degli interventi per capire di cosa possa essersi trattato: «Storia ed evoluzione delle tabelle di decompressione», a cura del Dr. F. Faralli di Com.Sub.In – Marina Militare e docente all’Università di Chieti; «Il Diving Safety Laboratory» del Dan Europe, del suo Presidente Dr. A. Marroni, anch’egli docente universitario a Chieti; «La sicurezza in immersione con l’utilizzo del Computer subacqueo», di S. Gambi, Responsabile Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – Nucleo sommozzatori di Ravenna; «Aggiornamento sulle tecniche di decompressione: dalla teoria alla pratica», del Dr. P. Longobardi, direttore sanitario del Centro Iperbarico di Ravenna, coordinatore della Commissione medica del CTN Fias, altro docente universitario della scuola di specializzazione in Medicina Subacquea di Chieti; «I supporti multimediali», a cura di P. Mulè, vicedirettore CTN Fias; «Comunicazione aziendale e spunti organizzativi», del Dr. P. De Marco, esperto Settore attività subacquee e Mercati di riferimento; «L’attività subacquea, le associazioni di categoria e la Fias, i bisogni ‘del cliente’ e la Comunicazione», ancora del Dr. P. De Marco. Ospite d’onore del Convegno il Comandante Raimondo Bucher, che non ha certo bisogno di presentazioni. Si potrebbe temere che di tanta cultura di settore gli organizzatori siano gelosi e indisponibili custodi: niente di più infondato! Una visita sul sito del Calypso Sub di Arezzo fuga ogni timore: chiunque può richiedere via e-mail gli Atti del convegno, riuniti anche in apposita pubblicazione!

A cura di Romano Barluzzi. 
Foto di: archivio Fias; Calypso sub; Gabriele Ruffini; Alberto Santini


 

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