nuova legge nautica: Istruzioni per l'uso

La nuova legge per la nautica da diporto rappresenta, nei suoi 15 articoli, un punto di partenza importante per lo sviluppo del turismo nautico in Italia, nonché il definitivo riconoscimento della nautica come settore produttivo fondamentale e strategico nel sistema economico italiano.

Tra i principi ispiratori della nuova legge - che si possono sintetizzare nell’allineamento della normativa italiana alla normativa comunitaria, nella semplificazione delle procedure amministrative e nell’alleggerimento del carico fiscale – il legislatore ha voluto introdurre alcuni elementi di innovazione che rendono il sistema nautico italiano nel suo complesso competitivo rispetto ad altri paesi, creando le premesse di un sviluppo duraturo del mercato interno. In questo senso assumono particolare rilievo il registro dei Super Yachts, la disciplina del noleggio per le imbarcazioni da diporto e la creazione del Codice Unico della nautica da diporto.



La legge quindi può e deve essere interpretata sotto un duplice aspetto:

- Cosa cambia già in questa stagione estiva per il diportista: opportunità per l’estate
- Abolizione definitiva della tassa di stazionamento per tutte le unità da diporto
- Chi compra un natante (barca di lunghezza inferiore ai 10 metri, sia a vela sia a motore) può metterla in acqua direttamente: ovvero non c’è obbligo di immatricolazione
- Il natante può superare la distanza delle 12 miglia dalla costa, se la tipologia di imbarcazione lo permette
- Per le imbarcazioni le procedure di immatricolazione sono state notevolmente semplificate ed è prevista la possibilità di rilasciare una licenza provvisoria per sei mesi (unitamente al certificato di sicurezza definitivo) senza attendere notaio e ufficio del registro, in attesa della presentazione del titolo di proprietà da effettuarsi a cura dell’intestatario della fattura entro i 180 giorni successivi.
- La legge introduce una norma “salva vacanze” che premette a coloro che hanno smarrito o sono stati derubati dei documenti della barca di poter circolare nei porti italiani con la denuncia.
- La nuova legge permette di installare a bordo un VHF fisso, esonerandolo dal collaudo e dalle ispezioni, semplicemente verificando, al momento dell’acquisto che questo sia omologato.
- La legge introduce maggiore omogeneità e uniformità nella emissione delle ordinanze e determina la competenza della Guardia Costiera nell’effettuazione dei controlli.
- La guida senza patente è punita severamente, può comportare il ritiro della licenza fino a 30 giorni ma la legge abolisce la possibilità di arresto.
- La legge tende a garantire una uniforme identificazione dei limiti di navigazione delle aree marine protette, facilitando la fruibilità nel rispetto dell’ambiente. Le infrazioni, in mancanza di adeguata indicazione, non comporteranno sanzioni penali.
- Per i carrelli la legge permette l’adozione di una targa “ripetitrice” (ovvero quello dell’auto che traina) in luogo di una targa autonoma con numero progressivo distinta.
- In linea con la normativa europea la legge attribuisce al responsabile conduttore o al proprietario totale discrezionalità sui componenti dell’equipaggio.
- Ugualmente al conduttore è attribuita maggior responsabilità nella scelta della tipologia di navigazione.

- Cosa cambierà nel medio lungo periodo per la nautica italiana
- Verrà costituito un codice unico per la nautica da diporto: questo passo determina la definitiva emancipazione della disciplina nautica dal codice della navigazione.
- Sarà disciplinato il noleggio di imbarcazioni da diporto creando le premesse per la diffusione professionale dello stesso con maggiori margini di sicurezza e l’istituzione di titoli professionali ad hoc
- Per i charter yacht sarà istituito un registro innovativo che detta requisiti di sicurezza a valenza internazionale e introduce nuovi titoli di conduzione professionale

La struttura della nuova legge per la nautica

La legge si compone di 15 articoli di cui il primo – dopo più di 30 anni - modifica la legge n.50 del 1971 modificando ed eliminando numerose norme in funzione del diporto.

I successivi articoli introducono le “novità della legge”:

L’articolo 2 disciplina definitivamente l’attività di noleggio di imbarcazioni da diporto completando e affiancando i processi di defiscalizzazione della stessa attuata dall’Agenzia delle Entrate nel corso del 2002.

L’articolo 3 crea le premesse per il nuovo registro degli yacht. E’ un contenuto fortemente innovativo

L’articolo 4 tende a garantire una uniforme identificazione dei limiti delle aree marine protette, facilitando la fruibilità nel rispetto dell’ambiente

L’articolo 5 non riguarda la nautica da diporto.

L’articolo 6 introduce l’adozione del Codice unico della nautica da diporto estraendo definitivamente tutta la materia nautica dal Codice della Navigazione. L’articolo conferisce delega al Governo per la redazione di un decreto legislativo che, recependo lo spirito della semplificazione ed allineamento alla normativa europea, potrà avere la valenza di un vero e proprio Codice della Nautica da Diporto. Si tratta di una preziosissima opportunità per la nautica che attraverso tale decreto potrà fruire di ulteriori semplificazioni in materia di gestione amministrativa, iscrizione, visite certificato di sicurezza, abolizione obbligo stazzatura, rinvio ulteriore alle norme armonizzate, nuova tabella tributi, semplificazione ulteriore uso VHF, eliminazione competenze uffici marittimi e motorizzazione, vigilanza produzione dotazioni di sicurezza, snellimento tempistica, patenti comunitarie, formazione nautica. Il Codice dovrà essere adottato entro 1 anno, con la possibilità di emanare entro un ulteriore anno le eventuali modifiche ed integrazioni.

L’articolo 7 introduce le barche di valore storico. Questo concetto è innovativo per la nautica da diporto e contempla la riconduzione a beni culturali delle unità da diporto “storiche” e comunque con particolari valori nella storia della nautica e della marineria.

Gli articoli 8 e 9 introducono rispettivamente maggiore omogeneità e uniformità nella emissione delle ordinanze e determina la competenza della Guardia Costiera nell’effettuazione dei controlli.

L’articolo 10 semplifica la normativa dei carrelli; ampliando di fatto a 3,5 tonnellate il limite di definizione dell’appendice per tutti i rimorchi stradali permette l’adozione di una targa “ripetitrice” (ovvero quello dell’auto che traina) in luogo di una targa autonoma con numero progressivo distinta.

L’articolo 11 rende facoltativa, in caso di sinistro, l’inchiesta formale da parte dell’autorità marittima, evitando di fatto il ritiro del libretto.

L’articolo 12 disciplina le azioni delle società concessionarie dei porti turistici

L’articolo 13 riguarda le concessioni dei beni demaniali marittimi

L’articolo 14 non riguarda la navigazione da diporto

L’articolo 15 specifica le abrogazioni tra le quali la tassa di stazionamento

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