Ritrovata la nave di Garibaldi alle Tremiti

C´è un Lombardo alle isole Tremiti. E´ lì da quasi 150 anni, adagiato sui fondali di San Domino, pochi metri prima di Cala degli Inglesi. Per un secolo e mezzo è passato inosservato (o quasi) a barche e sommozzatori, tutti lo guardavano ma nessuno gli ha mai concesso la giusta attenzione. Poi ha fatto un tuffo un signore dall´Emilia Romagna ed è arrivata la scoperta: Lombardo è assai importante, Lombardo ha fatto l´Italia. Il sei maggio del 1860 partì insieme a "Piemonte" dallo scoglio di Quarto, Genova. Imbarcò 1089 uomini e una donna e si diresse alla volta di Marsala per liberare il sud dalla monarchia borbonica e ricongiungerlo all´Italia. Fu lo "sbarco delle due Sicilie".

Lombardo è la nave di Giuseppe Garibaldi: dal 1864 è accasciata sui fondali di Puglia, due passi a largo delle isole Tremiti. Il sensazionale ritrovamento è stato fatto nel giugno scorso da Pietro Faggioli, storico, giornalista e sommozzatore. Ieri mattina (i rilevamenti proseguiranno, mare permettendo, anche oggi) sono arrivate le istituzioni. I carabinieri del comando provinciale di Foggia, assieme ai subacquei della marina militare di Taranto e a tre motovedette del comando regionale di Bari- con la collaborazione del nucleo patrimonio artistico e della Soprintendenza- hanno battuto i fondali dove è nascosto il relitto, tra Cala degli Inglesi e Punta del Vuccolo. Hanno scattato Fotografie, girato video ed effettuato rilevazioni planimetriche. Serviranno ai tecnici per accertare l´attribuzione storica e poi eventualmente per verificare le possibilità di recupero.

Il Lombardo è un´incredibile testimonianza. Ma potrebbe diventare anche una meravigliosa opportunità turistica per le isole Tremiti e per tutta la Puglia. «Aspettiamo prima il giudizio della Soprintendenza. Poi, se gli storici confermeranno che quel relitto è effettivamente la nave di Garibaldi penseremo al futuro» spiega, cauto, il sindaco delle Tremiti, Pinuccio Calabrese. Ha pochi dubbi invece Michele Miulli, comandante dei Carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Bari: «Si tratta senza dubbio del Lombardo».

Alla base della convinzione storica ci sono una serie di fattori che sarebbe bizzarro fossero soltanto coincidenze. Come testimoniato ieri dalle Forze dell´ordine, il relitto delle Tremiti è un pirovapore, una nave con le ruote. Questo tipo d´imbarcazione fu molto utilizzata verso la metà dell´800. Che si tratti di un pirovapore lo dimostrano alcuni frammenti metallici (ancora chiaramente visibili) che facevano parte di una grande ruota a pale. Tra i resti del relitto «si distinguono poi-spiegano i sommozzatori- una massiccia struttura, che molto probabilmente faceva parte dell´antica macchina a vapore, e il bilanciere della macchina».

Adagiata poco lontana c´è poi l´ancora e l´argano con ancora un ammasso di catena. A far credere poi che il relitto delle Tremiti sia proprio il Lombardo, c´è anche una motivazione geografica. La nave di Garibaldi rimase semiaffondata- raccontano alcuni rapporti conservati negli Archivi di Stato- a Marsala fino all´11 luglio del 1860 quando fu messa a nuovo e rimorchiata a Palermo. Il pirovapore fu dunque iscritto nella Marina da guerra sarda: per anni fu utilizzato per trasferire truppe, consegnare detenuti ai bagni penali. Poi nella notte tra il 12 e il 13 marzo del 1864- dicono le cronache dell´epoca- terminò la sua carriera: con a bordo truppe destinate a Manfredonia e detenuti per le isole Tremiti, il Lombardo si incagliò in una secca dell´isola di San Domino. Una notte di agonia e poi l´affondamento. Ora il ritrovamento. «Tocca a noi ora dover essere attenti - spiega il sindaco - Non possiamo per esempio permettere ai turisti di venire a fare razzia di reperti». Il pericolo è la storia fai da te.


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San Domino: ritrovata nave dei Mille

Sono le Isole Tremiti ad accogliere nelle loro acque, esattamente tra "cala degli inglesi" e "punta del vuccolo", i resti di una nave, presumibilmente attribuibili al piroscafo "il Lombardo", che nella notte tra il 12 e il 13 marzo 1864, urtò con la secca di cala degli inglesi riportando gravi danni. Il Lombardo ed il Piemonte furono i piroscafi a ruota che trasportarono "I Mille" a Marsala il 6 maggio del 1860. Nella giornata di ieri è stata effettuata dai carabinieri del nucleo Subacaquei di Taranto, con il sostegno delle motovedette del servizio navale del comando Carabinieri Puglia, una ricognizione subacquea di notevole importanza storica ed archeologica. Attraverso rilievi video Fotografici e planimetrici, effettuati in una superficie di circa 500 mq ad una profondità di 15-20 mentri, si è potuto costatare come le parti ritrovate siano soprattutto quelle metalliche che costituivano l'apparato motore del piroscafo. Esattamente la caldaia e un'enorme ruota che poi faceva avanzare l'imbarcazione di quell'epoca. Alle operazioni, concordate con la soprintendenza archeologica della Puglia, ha preso parte anche il comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, nucleo di Bari. Il Piroscafo era partito il 3 marzo del 1864 da Ancona, diretto alle Isole Tremiti e a Manfredonia, con a bordo truppe e detenuti. I tentativi di recupero del 19 aprile 1864 non ebbero successo e il piroscafo affondò per cui ne venne dichiarata la perdita totale. La presenza di questo relitto conferma la grande tradizione delle Isole tremiti come luogo di scambio e di crocevia anche di popoli e culture e soprattutto, come ha sottolineato il Sindaco Giuseppe Calabrese, un forziere dove risiedono tanti beni del passato e del presente che vanno valorizzati per quello che può essere un turismo ambientale e subacqueo.

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