Riaffiora il Viminale

Un bagliore e un fragore intenso al largo delle coste calabresi. E’ la notte del 25 luglio 1943. La motonave Viminale viene affondata da una unità alleata. Così il tenente di vascello Cecil C. Sanders (n.d.r. che oggi ha 88 anni) al comando della motosilurante PT216 descrive quei terribili momenti: «Guardando i nostri radar avvistammo un probabile bersaglio al largo di Palmi. Ci siamo avvicinati con lentezza ... il mio primo siluro di sinistra la colpì in pieno...ho visto la grande nave da trasporto esplodere e scivolare rapidamente sotto le onde».
Il mare inghiotte il vanto della cantieristica italiana, un transatlantico di lusso varato nel 1925 per conto del Lioyd Triestino (stazza lorda 8.657 tsl - lunghezza fuori tutto 140,8 m) che già faceva rotta per i porti del Giappone quando il Paese del Sol Levante doveva davvero sembrare solo un sogno lontano e impossibile. Da quel momento la Viminale e la sua storia cadono nell’oblio sino a quando sessant’anni più tardi un’équipe di subacquei identifica ed esplora il relitto. Dei sub fa parte la giornalista Maria Pia Pezzali che da quel momento tassello dopo tassello ricostruisce la storia della nave in collaborazione dello scrittore Achille Rastelli e l’Ufficio Storico della Marina militare. Le appassionanti ricerche durante quasi un quinquennio sono state tradotte in un bel volume illustrato edito da Mursia che segue tre tappe fondamentali: il varo del 1925, il siluramento nel 1943 e la scoperta del relitto avvenuta nel 2000. «Sino a quel momento - scrivono gli autori - la Viminale è rimasta inviolata sul fondo marino. Per il relitto il tempo si è fermato a quella tragica notte che la vide scomparire colpita a morte da un siluro. È l’unica grande nave, tutta italiana e in acque nazionali, che i subacquei possono ancora ammirare perfettamente integra, molto ben conservata, posizionata in assetto di navigazione sul fondale sabbioso presso lo Stretto di Messina».
La Viminale apre una finestra straordinaria su quelli che furono gli anni Venti, Trenta e sulla Seconda guerra mondiale, catalizzando intorno a sé le storie dell’epoca. Non solo. La nave si racconta anche attraverso le voci di testimoni, passeggeri, marinai, soldati rintracciati e intervistati dopo approfondite ricerche in Italia e all’estero, Stati Uniti e Australia in particolare. Emigranti, assaltatori, assaliti e naufraghi si ritrovano insieme a raccontare le loro esperienze di vita e di guerra.
Fotografie storiche, documenti, esplorazioni subacquee si intrecciano per dare nuovamente vita e voce non solo a un’epoca, ma anche per ricordare che la tutela, la conservazione e il rispetto per questi relitti, preziosi testimoni, è dovere di ogni subacqueo e di chiunque ami il mare e la sua storia.
Maria Pia Pezzali - Achille Rastelli, Storia della motonave Viminale, Ed. Mursia, p. 176, euro 39,00
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