Museo navale romano di Albenga

Il “Museo Navale Romano” di Albenga è stato istituito a metà del Novecento. La realizzazione del Museo si deve al ritrovamento, nel mare di Albenga, del relitto di una nave oneraria romana risalente al primo secolo avanti Cristo. Già nel 1925 un pescatore aveva trovato nelle reti tre anfore che vennero poi portate in municipio e dopo questo primo ritrovamento ne seguirono altri. Questo fece pensare che in quella zona di mare doveva trovarsi un importante relitto e si pensò di effettuare ricerche più approfondite.

Il mezzo utilizzato per l’esplorazione della zona fu una nave attrezzata per recuperi subacquei la “Artiglio”, famosa perché già aveva compiuto una clamorosa operazione di recupero di lingotti e sterline che costituivano il carico di un transatlantico, l’“Egipt”, affondato al largo di Brest.
Al comando della nave un certo Giovanni Quaglia originario di Diano Castello, località vicino ad Albenga. Quaglia trovandosi dalle parti di Genova accettò di portarsi con l’“Artiglio” sul luogo dove era stato segnalato il relitto. Giunto sul posto venne calato un palombaro che riferì della presenza di importanti reperti archeologici. In poco meno di due settimane vennero portate in superficie 728 anfore praticamente intatte ed anche numerosi frammenti.
All’operazione di recupero partecipò anche il professor Nino Lambroglia archeologo ed appassionato di storia ligure e considerato un pioniere dell’archeologia subacquea. Quella di Albenga, infatti, seppur con i mezzi ancora rudimentali di quegli anni, fu la prima operazione del genere mai tentata e costituì la nascita dell’archeologia subacquea. Quanto recuperato fu poi portato nelle sale del consiglio comunale e successivamente trasferito nelle bellissime sale del Palazzo medievale Peloso Cepolla (piazza San Michele, 12 - tel. 018251215), tuttora sede del Museo. Nel Museo si possono ammirare molte anfore ed altri materiali che facevano parte del carico della nave romana ma sono esposti anche molti interessanti oggetti appartenuti all’equipaggio ed oggetti vari necessari alla vita di bordo. Vi sono, fra l’altro, frammenti di elmi, suppellettili, ed addirittura una piccola quantità di nocciole non ancora consumate dai marinai.
Il relitto di Albenga è considerato uno dei relitti di nave romana più grandi del Mediterraneo. Infatti la nave oneraria che trasportava vino dalla Campania verso la Gallia era lunga circa 40 metri e larga 10 e si ritiene che trasportasse circa 10.000 anfore.
Nel Museo sono presenti anche reperti provenienti da un altro relitto trovato a Diano Marina, si trattava di una nave romana da trasporto che proveniva dalla Spagna e trasportava vino.

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