La cernia torna nel Mediterraneo

Il pesce–simbolo del Mediterraneo, la cernia, è al centro di uno dei più avanzati progetti di ripopolamento dei nostri mari. Scienziati dell’ICRAM, l’Istituto Centrale di Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare, sono infatti riusciti dopo anni di studi, a riprodurre le cernie in vasca e a liberarle in zone marine prescelte.
Le operazioni di rilascio, svoltesi in Sicilia, sono state Fotografate e filmate dai ricercatori. Le cernie recano targhe numerate con colori diversi secondo il sito di rilascio, la taglia e le caratteristiche biologiche in modo da poterne seguire gli spostamenti e la crescita. Tutti gli esemplari rilasciati sono stati rigorosamente controllati per evitare impatti negativi sull’ambiente e sulle altre risorse.

“Contiamo a questo punto sulla collaborazione dei pescatori”, ha dichiarato la ricercatrice Giovanna Marino che ha diretto il progetto su incarico del Ministero dell’Ambiente,” e su quella dei subacquei siciliani, oltre che sulle nostre osservazioni dirette, per seguire l’esperimento, il primo nel suo genere”.
Ove i risultati fossero positivi, si potrà tornare a vedere le cernie sui nostri fondali marini come tanti anni fa. Una pesca esagerata e l’impatto delle attività umane sulle coste ne hanno ridotto il numero di oltre il 70%. La ricerca dell’Icram è stata condotta in collaborazione con l’Associazione delle cooperative dei pescatori, Icr Mare (Agci), delle Associazioni di pesca, dell’Università di Tor Vergata di Roma e dell’Istituto zooprofilattico di Brescia.

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